L’assessore Venturi radiato dall’Ordine dei medici. Il Pd: atto grave, le opposizioni: se ne vada

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L’Ordine dei medici di Bologna, nella tarda serata di venerdì, ha radiato l’assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi, che era presente al momento della decisione e ha commentato: “Non ho parole, pensavo prevalesse il buonsenso. È una decisione inconcepibile, non tanto per me, ma perché manca di rispetto alla Giunta dell’Emilia-Romagna, istituzione che rappresento e di cui, di fatto, viene bocciata in maniera politica una delibera”.

L’assessore regionale Sergio Venturi era finito nel mirino del Consiglio disciplinare dell’Ordine bolognese per la delibera di 2 anni addietro sugli infermieri da soli sulle ambulanze. Lo stesso, Venturi, che aveva reso noto circa 30 giorni or sono di essere oggetto di un procedimento disciplinare, farà appello contro la decisione. Venturi ha sempre sostenuto di avere firmato quel testo sugli infermieri quale titolare della Sanità e non come medico. Si aprì poi una fase conflittuale con il numero uno dei medici bolognesi, Giancarlo Pizza, che l’assessore accusò di agire con “illegittimità” e “strumentalità”.

Bonaccini: una decisione molto grave dall’Ordine. “Una decisione molto grave e inaudita”, con la quale “un Ordine professionale giudica le scelte di un organo politico come la Giunta regionale”. Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, esprime piena solidarietà all’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, colpito ieri sera dalla massima sanzione prevista al termine di un procedimento disciplinare avviato dal presidente dell’Ordine dei medici di Bologna, Giancarlo Pizza, attivatosi in merito all’atto con cui la Direzione generale dell’assessorato alla Sanità, nel 2016, definì le indicazioni rivolte alle aziende sanitarie sul personale impiegato nell’attività di pronto soccorso.

“Innanzitutto- afferma Bonaccini- voglio dire che Sergio Venturi è, oltre che una brava persona, un ottimo assessore e lo ringrazio per essersi messo al servizio di questa Regione. Per questa ragione deve proseguire nell’importante lavoro che sta facendo”.
Dopodiché, il presidente della Regione si sofferma su tre questioni: “La radiazione è avvenuta da parte dell’Ordine per una violazione al proprio codice deontologico o per comportamenti e scelte come medico di Venturi? No, lo ha fatto processando il suo operato da assessore, per essersi permesso di proporre l’adozione di una delibera amministrativa che poi la Giunta, organo politico collegiale, ha adottato. Si tratta di un provvedimento molto grave, inaudito, a quanto consta senza precedenti nel suo genere, che indirizzandosi formalmente contro una singola persona colpisce in realtà in modo strumentale l’autonomia delle scelte di un organo politico-amministrativo”.

In secondo luogo, “l’operato di un assessore e di una Giunta, in democrazia, è sottoposto al giudizio dei cittadini (o eventualmente della Magistratura, se si registrano illeciti o irregolarità, ma il caso non ha nulla a che fare con questo), non di un Ordine professionale, a cui non compete certo il sindacato sulle scelte di un organo politico. Ho rispetto per tutti gli Ordini e per la loro autonomia ma ne pretendo altrettanta per l’istituzione che pro-tempore governo”.
Inoltre, “sono personalmente convinto che l’assessore Venturi vedrà riconosciute le proprie ragioni in relazione ad una decisione priva, a mio avviso, di qualsiasi basilare fondamento giuridico e potrà quindi ottenere giustizia nelle sedi proprie”. Come “presidente e come Giunta dell’Emilia-Romagna tuteleremo nel contempo, in tutte le sedi e in tutte le forme necessarie, la nostra autonomia e la nostra immagine, insieme a quella del Servizio sanitario regionale. La sanità dell’Emilia-Romagna non si lascia processare da chi, peraltro, nonostante guidi l’Ordine dei medici di Bologna, ha più volte espresso dubbi sull’obbligo vaccinale e sulla nostra legge regionale che ha aperto la strada a livello nazionale”.
“Nella giornata di oggi- conclude Bonaccini- l’assessore Venturi ha firmato a Palazzo Chigi, a nome di tutte le Regioni italiane, un accordo sulla parte sanitaria della legge di Bilancio all’esame del Parlamento. A dimostrazione della stima di cui gode presso tutti i suoi colleghi in Italia e del prestigio che la Regione Emilia-Romagna ha quando si discute di Sanità”.

Pd, “combatteremo al fianco di Sergio”. Sono indignato e al contempo sono vicino e solidale, sia in qualità di segretario regionale del pd che di cittadino, all’assessore al medico e all’uomo Sergio Venturi. Quanto deciso dall’Ordine dei medici di Bologna nei suoi confronti è inquietante e apre un precedente pericolosissimo per il funzionamento democratico delle istituzioni”. Lo sottolinea in una dichiarazione il segretario del Pd dell’Emilia-Romagna Paolo Calvano. “In base a questa decisione – aggiunge – da oggi in avanti se un geometra impegnato nelle istituzioni compisse, nella sua veste istituzionale, una scelta non condivisa dal proprio ordine potrebbe essere radiato, così varrebbe per un ingegnere, per un avvocato, per un commercialista e via dicendo. In sostanza si è sancito che l’ordine professionale sovrasta le istituzioni. Combatteremo al fianco di Sergio in una battaglia in difesa della libertà e della democrazia e dei diritti civili dei singoli cittadini”.

Forza Italia chiede le dimissioni.”Di fronte alla decisione dell’Ordine dei Medici di Bologna di radiare l’assessore regionale Sergio Venturi, credo che sia impensabile che Venturi stesso non rassegni immediatamente le dimissioni dal ruolo di responsabile politico della sanità emiliano romagnola”. A parlare è il capogruppo di Forza Italia in Regione Andrea Galli. “La radiazione decisa dall’Ordine dei Medici è un atto gravissimo che getta una luce pessima sulle politiche regionali. Innanzitutto siamo di fronte alla certificazione del fallimento, a dirlo sono i medici stessi, della politica della giunta regionale di gestione delle emergenze sanitarie. E questo è il dato più grave perchè tocca la salute dei cittadini – afferma Galli -. In secondo luogo con la radiazione di Venturi prendiamo atto della sconfitta di Bonaccini proprio sul suo terreno. Venturi era stato scelto come professionista prestato alla politica. Oggi il dettato politico a cui Venturi si è sottomesso in questi anni sconfigge la sua professionalità. E’ ovvio che con una bocciatura del genere Sergio Venturi non gode più di alcuna credibilità nè di fronte agli operatori del sistema sanitario, nè di fronte ai cittadini. Bonaccini smetta di difendere l’indifendibile e si affretti a sostituirlo”.

La Lega chiede le dimissioni. L’Ordine dei medici di Bologna ha radiato l’assessore alla Sanità della Regione Emilia-Romagna Sergio Venturi. La decisione è stata presa nella tarda serata di ieri. L’assessore era entrato nel mirino dell’Ordine professionale a seguito di una Delibera del 2016 che aveva introdotto una forte riorganizzazione del personale sanitario sulle ambulanze. In pratica il documento contestato consentiva la presenza a bordo delle ambulanze dei soli infermieri.

“Più di una volta abbiamo messo in guardia la Giunta regionale circa l’inopportunità di uno scontro tra Istituzioni e medici, così come è da sempre risultato inopportuno creare una contrapposizione così dura tra medici e infermieri, che per il bene del Servizio sanitario regionale avrebbero dovuto, invece, lavorare serenamente in sinergia. L’incapacità di dialogare della Giunta Regionale invece non ha fatto altro che esasperare il dibattito ed oggi ne raccogliamo i frutti con questo epilogo paradossale”. Così il capogruppo della Lega in viale Aldo Moro, Alan Fabbri,commenta il “siluramento” di Venturi da parte del suo ex ordine professionale. “Quello della gestione delle emergenze è un tema particolarmente delicato che rischiava di esplodere già da tempo, ma che tutti hanno ignorato fino ad oggi. Basti pensare alle tante lacune nel settore che spesso hanno portato allo scontro tra medici e infermieri, vittime di un sistema confusionario, dove i mezzi e gli operatori sanitari scarseggiano non garantendo in molti casi gli standard dettati dalle normative” aggiungono i consiglieri Daniele Marchetti, Gabriele Delmonte, Fabio Rainieri, Stefano Bargi, Matteo Rancan, Andrea Liverani, Marco Pettazzoni, Massimiliano Pompignoli. “E’ proprio cercando di mettere delle pezze tramite protocolli non sempre condivisi dalle categorie professionali coinvolte, che si creano queste lotte intestine, che non fanno bene al Servizio Sanitario Regionale e di conseguenza a tutti i cittadini. Per di più, la radiazione di Venturi assume anche un secondo significato: rappresenta infatti l’ennesimo fallimento di questa Giunta Regionale, incapace di confrontarsi con chiunque, in primis con il mondo della sanità. Vien da sé che, sotto il profilo dell’opportunità politica e per il buon nome della Regione Emilia-Romagna, ora l’assessore Venturi deve fare un passo indietro e dimettersi” attaccano i consiglieri del Carroccio. “Ma attenzione – concludono i leghisti – le ragioni che hanno portato alla radiazione di Venturi sono soltanto la punta di un iceberg e, come Lega, siamo intenzionati a portare in superficie tutte le problematiche che affliggono questo settore, perché in ballo c’è la salute dei cittadini”.

M5S chiede le dimissioni. “La radiazione dell’assessore Venturi è solo l’ultima tappa di uno scontro tutto politico che va avanti da tempo tra la Giunta e l’Ordine dei medici. Scontro che rischia di avere ripercussioni molto pesanti sulla salute dei cittadini visti i temi delicati che in questi mesi sono stati tirati in ballo, a cominciare dai vaccini per finire ai soccorsi sulle ambulanze. Ecco perché chiediamo all’assessore Venturi di dimettersi. È evidente come non ci siano più le condizioni per portare avanti il suo lavoro in completa serenità e senza condizionamenti esterni. La salute e l’incolumità dei cittadini non possono continuare ad essere messi a rischio dai soliti giochi di poltrone e potere a cui ci ha abituati il PD in Emilia-Romagna”. È questo il commento del gruppo regionale del MoVimento 5 Stelle riguardo alla notizia della radiazione dell’assessore Sergio Venturi dall’Ordine dei medici. “Un tema importante e delicato come quello della formazione del personale delle ambulanze e della sua composizione non può e non merita di essere strumentalizzato in questo modo. Come MoVimento 5 Stelle abbiamo sempre sostenuto che le due figure, quelle di medici e infermieri sulle ambulanze, debbano collaborare ed essere adeguatamente formate. L’incapacità di Bonaccini e Venturi ad aprirsi a qualsiasi tipo di confronto ne ha impedito anche solo una semplice discussione sul tema che ci ha portato oggi a questa situazione grottesca. Adesso è arrivato il momento di cambiare registro. Per prima cosa ci aspettiamo che tutti i protagonisti di questa vicenda vengano al più presto in Commissione per chiarire gli aspetti di questa vicenda e poi crediamo che sarebbe auspicabile, da parte di Venturi, un suo immediato passo indietro”.

Fratelli d’Italia: si dimetta. Il procedimento disciplinare aperto dal presidente dell’ordine dei medici di Bologna contro l’assessore Sergio Venturi per un atto che lui ha proposto e che è stato adottato dalla Giunta regionale, oggi culminato con la radiazione dell’Assessore regionale dall’ordine dei medici, boccia politicamente la delibera regionale sull’Emergenza riportando di stretta attualità le carenze del servizio 118 in Emilia-Romagna.
Secondo quanto a suo tempo denunciato dall’Ordine dei Medici di Bologna, per il rispetto del dettato del Decreto Ministeriale n. 70 del 02/04/2015 in Emilia-Romagna dovrebbero essere operativi all’incirca 74 mezzi di soccorso avanzato (MSA), ovvero ambulanze, quindi molti di più di quelli presenti.
Per poter garantire una piena operatività assistenziale, che possa tener conto sia degli elementi organizzativi certi (ferie e turnazioni con riposo 11h degli addetti), che degli imprevisti, risulterebbe necessaria la disponibilità di 6 operatori medici per ogni ambulanza, con un rapporto ottimale di 1 Mezzo di Soccorso Avanzato ogni 60.000 abitanti per un territorio non superiore ai 350 km² di ampiezza al netto degli specifici correttivi orogeografici per la copertura ottimale delle aree difficoltose.
In definitiva, nell’intera regione, in ottemperanza al decreto citato dovrebbero essere operative almeno altre 32 ambulanze, con medico a bordo, soprattutto alla luce della riduzione dei presidi ospedalieri.
La Giunta Bonaccini, a fronte dell’insufficiente dotazione operativa “medicalizzata”, piuttosto che reclutare ed assumere nuovi medici da dedicare al servizio di emergenza su gomma, ha approvato nuove linee guida con le quali sono state assegnate ad operatori sanitari non medici, cioè infermieri, funzioni “borderline” rispetto ad atti di stretta competenza medica.



C'è 1 Commento

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  1. Dino Angelini

    la traformazione del servizio sanitario in azienda significa che gli interessi dei cittadini vengono sempore dopo le preoccupazioni legate al bilancio. Ne sanno qualcosa gli abitanti della montagna reggiana!


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