Perché gli interventi contro la zanzara tigre non hanno dato i risultati sperati? La Regione come giudica quanto fatto dai Comuni? In particolare, a Parma il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL ha dato supporto tecnico al Comune per lo svolgimento delle attività di prevenzione, sorveglianza e controllo delle malattie da vettore, con particolare riferimento alle attività di disinfestazione ordinaria?
A chiederlo è un’interrogazione della Lega a firma dei consiglieri Emiliano Occhi (primo firmatario), Gabriele Delmonte, Massimiliano Pompignoli, Simone Pelloni, Michele Facci e Fabio Rainieri.
“In Emilia-Romagna, negli ultimi cinque anni le operazioni di contenimento della zanzara tigre hanno avuto scarsa efficacia, come dimostrano i dati storici aggiornati ad agosto 2022, e raccolti nel corso del monitoraggio regionale della zanzara tigre mediante le ovitrappole. A detta di diversi addetti ai lavori, nelle aree private i trattamenti larvicidi spesso non sono effettuati con le corrette metodiche e in maniera continuativa, fatto che causa il perdurare dei focolai di infestazione e la diffusione della zanzara tigre nelle zone limitrofe e in particolare a Parma ci sono lamentele da parte di alcuni cittadini perché sembra che gli interventi larvicidi in aree pubbliche non vengano svolti compiutamente”.
Da qui l’atto ispettivo per sapere dall’amministrazione regionale “perché non abbia promosso la diffusione, sia in ambito pubblico sia fra i privati, delle trappole adulticide basate sull’utilizzo di sostanze attrattive e/o anidride carbonica che, come dimostrato da ampia letteratura scientifica, nonché da uno studio condotto a Cesena in collaborazione con la Ausl locale nel 2015, possono significativamente ridurre la numerosità della zanzara tigre; se esistono nuove tipologie di lotta a questo insetto che siano già utilizzabili, considerando che La Regione partecipa a bandi di finanziamento, nazionali ed europei, per progetti che supportino attività di ricerca sullo specifico tema”.






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