Condanna del vescovo per le parole di Sgarbi

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La chiesa di Reggio Emilia e Guastalla e il vescovo monsignor Massimo Camisasca hanno condannato le parole del critico d’arte e politico Vittorio Sgarbi venuto in città venerdì scorso  per chiudere la campagna elettorale del candidato del centrodestra, Roberto Salati. In quell’occasione Vittorio Sgarbi iniziò chiedendo alla Madonna di intercedere per fare un  miracolo per portare alla vittoria Salati: “Se Salati diventa sindaco, Dio c’è”, aveva detto il critico iniziando il comizio in piazza Camillo Prampolini.


Poi Sgarbi ha parlato del Papa consociandolo al Pd, della sessualità, trattando anche quella dei preti, e delle opere in Duomo commissionate da monsignor Adriano Caprioli.

Un mix che non è piaciuto alla diocesi  che ha espresso in un comunicato di condanna il proprio stato d’animo: “La Chiesa di Reggio Emilia-Guastalla condanna modi e contenuti delle dichiarazioni pronunciate dall’On. Vittorio Sgarbi il 7 giugno u.s. a Reggio Emilia, in occasione della chiusura della campagna elettorale. La Chiesa diocesana invita tutti al rispetto delle persone e all’utilizzo di un linguaggio appropriato nella manifestazione pubblica del proprio pensiero, a prescindere dalle idee che vengono espresse. Ciò è essenziale ai fini di un’autentica convivenza civile. Rispetto e decoro devono essere priorità di tutti coloro che hanno a cuore l’educazione dei giovani, così come di tutti coloro che prendono parte al dibattito politico.

Le accuse rivolte al Santo Padre sono inaccettabili e non meritano di essere commentate.

La Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, unita attorno al Vescovo Massimo Camisasca, esprime solidarietà al Vescovo Emerito Adriano Caprioli per le offese ricevute”.



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