Iv pronta a sfiduciare Bonafede

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Conclusa, in tarda serata, a Palazzo Giustiniani la riunione ad hoc convocata da Matteo Renzi. Presenti i deputati e i senatori di Italia Viva e i ministri renziani. Sul tavolo la possibile mozione di sfiducia al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, minacciata da Iv qualora Pd, M5s e Leu vadano avanti con il lodo Conte bis e il governo ponga la fiducia sul provvedimento che lo conterrà, sia esso il Milleproroghe o un decreto ad hoc. “La nostra linea non cambia”, spiega al termine il coordinatore Ettore Rosato. “Ci muoveremo sulla nostra linea senza accettare mediazioni al ribasso”. “La soluzione prospettata è per noi inaccettabile e saremo conseguenti”, spiega. “Se ci saranno provocazioni noi risponderemo con provocazioni”, aggiunge rispondendo alla domanda sulla reazione di Pd e M5s che giudicano la mozione di sfiducia al Guardasigilli Alfonso Bonafede minacciata da Iv come una sfiducia all’intero governo, “se lo dicono loro sarà così”, chiude Rosato. “Ci aspettiamo che il presidente Conte, con l’arte della mediazione propria del presidente del Consiglio, compia ogni sforzo. La mediazione spetta al presidente del Consiglio”. Lo afferma la capo delegazione di Iv al governo, Teresa Bellanova, al termine della riunione sulla prescrizione.
“Noi non molliamo nemmeno di un centimetro. Dicono che io mi fermo per aspettare le nomine. Si vede che non mi conoscono”, ha detto Matteo Renzi ai suoi, a quanto riferiscono fonti di Iv. Il leader di Italia viva stasera riunirà i parlamentari a Palazzo Giustiniani.

“La legge Bonafede cambierà – insisteva tuttavia stamani, via social, il leader di Iv Matteo Renzi – Come e quando cambierà dipende dalle arzigogolate tattiche parlamentari. Ma noi non ci fermeremo finché gli avvocati e i magistrati continueranno a dire che le proposte di Bonafede sono incostituzionali. Ci vorranno settimane di dibattito parlamentare ma non abbiamo fretta. Fare i populisti riesce a tutti, fare politica no. Nessuno vuol far cadere il governo ma non accetteremo mai di diventare grillini. Meno che mai sulla giustizia”.