Sabato primo febbraio una Sala del Capitano del popolo attenta e interessata ha partecipato all’hotel Posta alla presentazione del libro di Italo Bocchino “Perché l’Italia è di destra”, organizzata dall’associazione culturale reggiana Balder, presieduta da Marco Eboli.
Lo stesso Eboli ha dialogato con l’autore, affrontando molti dei temi politici di più stretta attualità: a partire dalla riforma della giustizia e dal contrasto all’immigrazione irregolare, ma il confronto si è sviluppato anche sulle politiche economiche e sociali del governo Meloni, “che privilegia le fasce più bisognose”, e sui risultati economici, occupazionali e di stabilità politica e finanziaria “che sono stati ottenuti nei primi due anni del governo di destra-centro”.
Bocchino, che è anche giornalista, opinionista televisivo, direttore editoriale del Secolo d’Italia (il quotidiano online di Fratelli d’Italia) e presidente della Fondazione An, ha parlato di “una destra vincente” dotata di “un gruppo dirigente e di ministri capaci”, rigettando l’accusa di “amichettismo” nelle nomine di cui parla la sinistra. L’autore si è anche opposto alla definizione di “TeleMeloni” con cui l’opposizione non di rado etichetta la Rai, ribaltando anzi la narrazione e contrattaccando: “L’informazione e la cultura sono ancora dominati dalla sinistra”, ha detto Bocchino. Sulla libertà di stampa e di pensiero, inoltre, l’autore del libro ha citato alcuni dati per dimostrare la tesi secondo la quale “ai tempi dei governi di centrosinistra le rilevazioni attestavano che era molto peggio, ma nessuno temeva un rischio per la democrazia”.
Secondo Bocchino la presidente del consiglio Giorgia Meloni “è percepita dagli italiani come una di loro”, e questa sarebbe per l’ex deputato la ragione del successo della premier e di quello di Fratelli d’Italia. Il futuro del Paese sarà, ha concluso, “una destra conservatrice e popolare che governerà per almeno dieci anni”.







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