I dati del rapporto Ispra 2025 hanno consegnato a Reggio una “maglia nera” inaspettata: con 781 kg pro-capite all’anno, quella reggiana è risultata la provincia che produce più rifiuti pro-capite in Italia.
Un dato peraltro in crescita rispetto ai già critici 749 kg del 2023, che fa suonare un campanello d’allarme e mette in luce un paradosso: perché, allo stesso tempo, Reggio è anche un’eccellenza sul fronte della raccolta differenziata (84,3%), quinta provincia in Italia – dopo i distretti veneti e lombardi – e punta di diamante in Emilia-Romagna.
Per Bokar Diop, presidente di Legambiente Reggio Emilia, i numeri parlano chiaro: il modello attuale, basato solo sull’efficienza dello smaltimento, non è più sufficiente. “Siamo bravissimi a gestire il rifiuto una volta prodotto, differenziamo meglio di quasi tutto il resto del Paese. Ma il problema è a monte: produciamo troppo”.
Questo record negativo “ci dice una cosa semplice: non basta differenziare, bisogna ridurre. L’obiettivo realistico e necessario è scendere sotto i 700 kg pro-capite: è una soglia raggiungibile, ma serve uno scatto culturale collettivo che coinvolga cittadini, filiera commerciale e servizi”.
L’associazione ambientalista ha indicato due direttrici per invertire la rotta: l’economia circolare concreta e il presidio del territorio. Sul primo fronte, Legambiente ha rilanciato il ruolo strategico ed esemplare del Centro del riuso di Correggio: “Ogni oggetto recuperato è un rifiuto evitato”, ha rimarcato Diop. L’aumento degli accessi e dei materiali rimessi in circolo “dimostra che i cittadini sono pronti, ma servono più infrastrutture di questo tipo per rendere il riuso una pratica di massa e non di nicchia”.
Sul fronte del controllo, invece, Diop ha sottolineato il ruolo “silenzioso ma vitale” delle Guardie ecologiche volontarie (Gev), “sentinelle ambientali” che nel biennio 2024-2025 hanno effettuato centinaia di controlli, contrastando gli abbandoni illeciti di rifiuti nelle aree agricole e periurbane ed educando le nuove generazioni nelle scuole.
“Siamo a un bivio”, ha concluso Diop: “Possiamo accontentarci dei premi sulla raccolta differenziata o scegliere davvero la sostenibilità. Reggio ha già dimostrato di essere una comunità responsabile nello smaltimento. Ora deve dimostrare di saperlo essere anche nei consumi. Produrre meno rifiuti non è un sacrificio, è un atto d’amore verso la nostra terra e un investimento obbligato sul futuro”.






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