Marella: un aiuto per diventare ‘Invincibile’

Alessandro Marella_ph. Elisabetta Melfi_b

Alessandro Marella è un giovane cantautore, costretto da anni su una sedia a rotelle a causa della Sma (Atrofia Muscolare Spinale).

Ma ci sono cose che non ti bloccano, che al contrario ti danno la spinta a reagire, ti rendono “Invincibile”, come il titolo del brano (scritto a quattro mani insieme a  Fabio Toninello e prodotto da Simone Bertolotti) che Alessandro ha deciso di riattualizzare, per promuovere una raccolta fondi a sostegno dei caregiver dei ricoverati nel reparto Unità malattie Neuromuscolari dell’Ospedale Privato Accreditato Nigrisoli di Bologna, attualmente chiuso a seguito dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19.
“Invincibile” è una canzone che vuole sensibilizzare e dimostrare come ognuno di noi può essere un supereroe, superando le proprie paure grazie alla propria voglia di vivere.

Anche i caregiver, ossia tutti i famigliari che assistono un loro congiunto ammalato o disabile, sono in qualche modo dei supereroi, verissimo; ma sono invincibili, Alessandro? Quali sono i dubbi più assillanti che investono un malato nel rispetto di chi si prende cura di lui con dedizione?

<<Chi lavora in prima linea, come infermieri e medici, sta facendo semplicemente quello che ha sempre fatto: erano già dei supereroi. Così come i parenti di chi è affetto da patologie invalidanti, che in questo contesto vogliamo aiutare a diventare invincibili.
Il coronavirus ha limitato gli accessi, ha costretto tutti a rivedere anche il proprio contributo, perché ammalarsi in prima persona, significa rischiare di contagiare chi ha già un problema grave ed è più esposto al rischio di morte. Sono supereroi che comunque rischiano di compromettere la vita delle altre persone e noi abbiamo voluto aiutarle a diventare invincibili, perché loro aiutano noi ad esserlo.
La nostra forza viene fuori nel momento del bisogno, ed è proprio lì che riusciamo a tirar fuori il meglio di noi stessi. In questo periodo stiamo attraversando una delle pagine più tristi e difficili della nostra storia eppure possiamo uscirne vincitori».

Il brano esisteva già. Quello che non esisteva, era il videoclip. Sposandosi perfettamente con il momento storico che stiamo vivendo, hai pensato quindi di dare una sagoma alle parole nate nel 2015 e di realizzare un video che fotografasse, come un’istantanea, questo periodo di confinamento e di emergenza sanitaria.
Un video in motion graphics, che prende colore alla fine, con la forza dell’immaginazione e dell’amore. Lo hai pensato tu?

<<E’ stato studiato insieme a Michele Piazza, che è stato il regista per TofuFilms, con il coordinamento di Lele Gastini, mentre gli animatori sono Antonella Fabiano e Zeno Tamagni Lazzari. Io ho desiderato qualche “optional”, come il fatto che alla fine diventasse a colori.
Vediamo quindi un mondo grigio in cui due ragazzi, di cui uno in sedia a rotelle, si notano dalla finestra e iniziano a comunicare a distanza: non possono uscire di casa per il virus che sta dilagando. Alla fine, con la forza dell’immaginazione e dell’amore, riescono ad abbracciarsi e in quel momento il mondo torna ad essere finalmente pieno di sfumature>>.

Nel videoclip c’è anche un riferimento al wheelchair hockey team Macron Warriors Viadana, squadra in cui ti alleni da un paio di anni e che ha contribuito allo sviluppo del progetto, e alla Macron, azienda leader nella produzione e vendita di active sportswear con sede a Bologna che ha sostenuto economicamente parte del progetto…

<<Si, gioco nella squadra, in provincia di Mantova, a Viadana. Sono di Alessandria e non è proprio dietro l’angolo, c’è sempre parecchia strada da fare, ma è un piacere immenso, sebbene ora gli allenamenti si siano ovviamente stoppati. Ci alleniamo al confine con l’Emilia Romagna e così ne approfitto sempre per fermarmi a dormire a Parma. E’ una terra che ho nel cuore, per svariati motivi, uno di questi sicuramente è l’hockey>>.

Il brano, dicevamo, è un invito a non arrendersi, a non darsi mai per vinti anche nelle situazioni di maggiore difficoltà, e suona più che mai attuale. E’ importante sottolineare che tutti i professionisti che hanno lavorato alla realizzazione del brano e del videoclip hanno dato il loro contributo a titolo gratuito. C’è stata una bella risposta?
Diversi personaggi del mondo dello spettacolo stanno già sposando la causa. In che modo stanno contribuendo?

<<Attori, cantanti, tennisti, tanti calciatori hanno contribuito con la loro immagine, affiancando il loro nome al nostro progetto. Fa sempre molto piacere. Poi ci sono giorni in cui arriva il bonifico inaspettato a sostegno del progetto e ti si apre il cuore. Ringrazio tutti per quello che stanno facendo>>.

I ricavati verranno raccolti dall’Associazione Ruotaabile Onlus, formata da ragazzi affetti da malattie neuromuscolari seguiti da anni presso l’ospedale bolognese diretto dal neurologo dott. Marcello Villanova. E’ la prima associazione in Italia ad essere composta, nel proprio direttivo, esclusivamente da ragazzi con disabilità neuromuscolare. 
Sono diverse le iniziative che sono pensate intorno ad “Invincibile” e chiunque può davvero partecipare dando il proprio contributo. Le elenchiamo?

<<In questi giorni l’Associazione si è impegnata nell’attivare una campagna di crowdfunding e nel raccogliere fondi attraverso il ricavato della vendita del merchandising (www.facebook.com/ruotaabile.onlus): soprattutto magliette e prossimamente mascherine.
Nel frattempo si può contribuire al progetto acquistando il brano sui digital store e donando direttamente a favore dell’Associazione (www.ruotaabile.org/kcms/site/cosapuoifaretu/).
L’intero ricavato sarà volto al sostegno del reparto Unità malattie Neuromuscolari dell’Ospedale Privato Accreditato Nigrisoli di Bologna per la messa in sicurezza dello stesso, tramite l’acquisto di protezioni individuali per i caregiver che, durante il ricovero, assistono le persone affette da malattie neuromuscolari e quindi di tutti i materiali indispensabili per renderne sicuro il ricovero>>.

La tua storia è incredibile. Ti sei dedicato al pianoforte e sei entrato in Conservatorio ad Alessandria già all’età di 10 anni, ma sei stato costretto ad interrompere il tuo percorso a causa delle barriere architettoniche che ti impedivano l’accesso alla struttura. Eri già talmente invincibile, che non ti ha fermato nemmeno la Sma…

<<Beh, oggi pensare a un Conservatorio che non disponga di accessi regolamentati per i disabili ha dell’incredibile, ma purtroppo all’epoca non era la norma e ho dovuto abbandonare. Per un anno ho approfittato della forza fisica di mio padre, che sì è stato invincibile, e mi ha sempre accompagnato; poi ho cominciato a seguire corsi privati che comunque ho dovuto abbandonare poco dopo, per un peggioramento della malattia e della difficoltà di utilizzare le mani.
Ho capito in quel momento, però, che non era quello che volevo; così ho spostato la passione per il pianoforte a quella per il canto e ha funzionato: sono contento di quello che è stato, perché se non avessi avuto questo problema, oggi forse avrei comunque smesso di suonare il pianoforte, mentre questa malattia mi ha dato la forza di riscoprirmi cantautore>>.

Cosa sogna un supereroe, Alessandro? E il tuo preferito, qual é?

<<I sogni dei supereroi, sono quelli di ogni persona normale. Tutto è collegato alla felicità; ogni persona vuole realizzare la propria felicità attraverso i suoi sogni, che possono essere i più svariati. I miei supereroi, quelli a cui faccio riferimento da sempre, sono i bambini affetti da queste patologie gravissime: consapevoli di quello che stanno vivendo, reagiscono e riescono a sviluppare una combattività singolare e con una concretezza strabiliante ad essere comunque positivi. Dovrebbe essere d’esempio a tutti>>.

Se avessi la bacchetta magica, quale sarebbe la prima cosa che faresti?

<<Sicuramente, creerei un mondo migliore. Spero che questa situazione ci aiuti ad aprire le nostre menti e a liberare quello che è la bellezza della realtà della vita; che ci insegni a far bene al prossimo; che ci ricordi che siamo tutti essere umani>>.




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