Dopo mesi di indagini, sono arrivate le richieste di rinvio a giudizio per i 15 indagati – ora imputati – nell’ambito dell’inchiesta “Villa Inferno” dei carabinieri e della procura di Bologna, che sta indagando su un presunto giro di prostituzione e spaccio durante festini a base di sesso e cocaina nei quali sarebbe stata coinvolta anche una ragazza che, all’epoca dei fatti, era minorenne; nel febbraio del 2020 è stata proprio la ragazza, con la sua denuncia, a far esplodere il caso.
Stando alle indagini dei militari e della procura felsinea, durante queste feste – organizzate nella villa di Pianoro dell’imprenditore edile Davide Bacci – la ragazza sarebbe stata convinta a compiere atti sessuali in cambio di soldi e droga.
L’udienza preliminare è stata fissata per il 22 ottobre nell’aula bunker della Dozza, davanti al giudice Alberto Gamberini. Gli imputati sono accusati a vario titolo di induzione alla prostituzione minorile, spaccio, produzione di materiale pedopornografico e anche di una tentata truffa per una vicenda parallela finita nello stesso fascicolo di indagine.







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