Inchiesta “Angeli e Demoni”, la giunta comunale di Bibbiano rompe il silenzio: “Se il demonio esiste, non è in questo municipio”

Comune di Bibbiano

Dopo un lungo silenzio dovuto alla delicatezza dei fatti oggetto dell’inchiesta “Angeli e Demoni”, che sta cercando di fare luce sul presunto business degli affidamenti illeciti di minori nel sistema dei servizi sociali della val d’Enza, la giunta comunale di Bibbiano si è espressa sulla vicenda con una lunga nota congiunta arrivata immediatamente dopo la ridistribuzione delle deleghe che erano in capo al sindaco (ora sospeso dall’incarico e ancora agli arresti domiciliari) Andrea Carletti, atto con il quale è stata ripristinata la completa funzionalità della macchina amministrativa del Comune in provincia di Reggio.

Il silenzio, ha spiegato la giunta, è stato dovuto anche “allo stato d’animo conseguente alla gravità delle accuse” e “al coinvolgimento umano sia nei confronti delle eventuali vittime e delle loro famiglie ma anche del nostro sindaco Andrea Carletti”.

I contenuti e la portata dell’inchiesta, ha sottolineato la giunta bibbianese, “toccano nel profondo ognuno di noi; vogliamo pertanto esprimere tutta la nostra vicinanza ai minori eventualmente coinvolti e alle loro famiglie. Esprimiamo inoltre la nostra piena e convinta fiducia nella giustizia e auspichiamo che in tempi brevi le indagini e i processi accertino i fatti e gli eventuali comportamenti illeciti”.

“Occorre però ricordare – prosegue la nota – che i capi di imputazione in capo ad Andrea Carletti sono quelli di abuso d’ufficio e falso ideologico. Si tratta quindi di reati di tipo amministrativo da non confondersi, come spesso è stato fatto, con le accuse delle presunte violenze sui minori. Riteniamo necessario ribadire, come abbiamo fatto sin da subito, la nostra vicinanza ad Andrea Carletti, che è stato ingiustamente buttato in pasto ai media come se fosse l’artefice di questi presunti e gravissimi atti”.

“Stiamo inoltre assistendo, ormai da due settimane, al sistematico abbinamento dei gravi fatti dell’inchiesta con il nome del Comune di Bibbiano. Questo fatto ci indigna, così come indigna gran parte dei nostri cittadini. Bibbiano è famosa nel mondo per essere la culla del Parmigiano Reggiano, per avere dato i natali a importanti musicisti e cantanti e non merita certo che il suo nome sia pesantemente e sistematicamente screditato”.

“Lungi da noi – ha continuato la giunta comunale – l’intenzione di voler allontanare un problema reale o “spostarlo” in capo ad altri, ma un minimo di onestà intellettuale ci impone di rimarcare questo importante concetto: l’inchiesta in corso coinvolge una parte dei servizi sociali, quella che si occupa della tutela dei minori, in capo all’Unione dei Comuni della Val d’Enza e non direttamente al Comune di Bibbiano”.

A tal proposito, ha precisato la giunta bibbianese, “ci preme rimarcare l’importanza di questi servizi che in questi decenni hanno aiutato le nostre comunità a tenersi insieme, facendosi carico di affiancare e accompagnare le tante situazioni di disagio e fragilità, anche e soprattutto in periodi molto pesanti come quello dell’attuale crisi economica”.

“Riteniamo una volgare e meschina speculazione il fatto che personalità politiche e personaggi dal dubbio profilo continuino a fare passerelle mediatiche davanti al nostro municipio o ai luoghi simbolo del nostro paese. Così come riteniamo ingiusto che programmi televisivi continuino a speculare, in modo grossolano se non addirittura grottesco, su vicende così delicate al solo fine di fare audience”.

“Affermiamo con grande determinazione – prosegue la nota – che questa grave ingiustizia ferisce e danneggia non solo i nostri cittadini ma anche le nostre attività produttive e commerciali, il mondo dell’associazionismo e del volontariato e, in senso più generale, la Bibbiano laboriosa e solidale, che viene travolta suo malgrado da questa enorme onda emotiva negativa”.

Bibbiano e i bibbianesi, ha concluso la giunta comunale, “non meritano tale gogna mediatica!”. Per questo motivo l’amministrazione comunale si sta dotando di un supporto legale “a tutela del buon nome del Comune e delle realtà produttive che hanno subito un danno d’immagine. Se il demonio esiste, non è nel municipio di Bibbiano”.



Ci sono 3 commenti

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  1. Gianni

    E mai possibile però che su questi casi, gli imputati sono tutti tesserati pd? Non voglio farne una cosa politica, però francamente mi sono anche rotto le balle. Poi nemmeno una parola per i minori, ma tutti (PD) a difendere quel sindaco, che a mio avviso e un pozzo di tante verità nascoste , ma si nasconde sotto la stessa faccia di chi vota ed e devoto.
    Tantissime falsità ha dichiarato il PD , come la sospensione del sindaco, che a quanto ho letto si e autosospeso.
    Qui c’è molto silenzio sulla vicenda perché c’è molta politica in mezzo. Molto marcio.
    Ma i vecchi stanno morendo, e le tessere con esso.
    Tutti alla fine avranno il loro conto da pagare, e per questa gente l’ora e molto vicina

  2. paolo

    La politica mediatica su Facebook e similari è una schifezza, a mio parere da censurare, ma allora si dovrebbero censurare anche tutte le ruffianate e promozioni politiche sugli stessi canali mediatici dove il politico o amministratore di turno racconta spesso falsità , mistifica dati e numeri al solo fine di creare consenso elettorale.
    Purtroppo il mondo ha preso questa strada, ma credo che il cittadino medio sappia distinguere fra le ipotesi di reato però si deve anche distinguere fra chi ha certe responsabilità oltre agli stipendi e chi non le ha.
    La cosiddetta gogna mediatica non riguarda né i Comuni né i loro cittadini , ma i pubblici Ufficiali in forza delle responsabilità che si sono assunti nel ricoprire certi ruoli che dovrebbero richiedere le competenze necessarie per svolgerli al meglio.
    Ipotesi di reato sono appunto solo ipotesi, ma abuso d’ufficio e falso ideologico di amministratori pubblici , sempre a mio parere personale, hanno un peso correlato alla gravità degli eventuali reati commessi da chi ha beneficiato di omissioni o comportamenti illeciti di chi doveva vigilare.

  3. Alfonso Rossi

    È mai possibile che una giunta il cui sindaco e varie figure di istituzioni correlate sono nell’occhio del ciclone per fatti terribili sappia solo minacciare azioni legali?


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