La Regione Emilia-Romagna ha risposto positivamente alla richiesta del Ministero della difesa e si prepara ad accogliere le prime 108 persone provenienti dall’Afghanistan, arrivate all’aeroporto di Fiumicino con un volo dedicato: si tratta di uomini e donne (e delle loro famiglie) che prestavano servizio nell’ambito della missione Italia-Nato e che dopo il ritorno al potere dei Talebani sono considerate a rischio della loro stessa vita proprio per la loro precedente collaborazione con le autorità italiane.
In gran parte famiglie con bambini, potranno trascorrere in Emilia-Romagna il periodo di quarantena obbligatorio (dai 7 ai 10 giorni) previsto per ogni viaggiatore che arriva dall’estero. Delle 108 persone in arrivo, ottanta saranno alloggiate in provincia di Piacenza e 28 in quella di Parma.
Una volta terminato il periodo di quarantena, sarà cura del Ministero dell’interno indicare il percorso idoneo per dare assistenza e risposta alle necessità di questi cittadini afghani in fuga.
Le istituzioni locali emiliano-romagnole si sono immediatamente attivate dando la loro disponibilità all’accoglienza: in collegamento con il Ministero della difesa e con il governo, d’intesa con la presidenza della Regione e la Protezione civile dell’Emilia-Romagna, sono state attivate le Aziende sanitarie locali, il volontariato di Protezione civile regionale e la Croce Rossa, anche per fornire supporto di natura logistica e sociale.
Sono già stati attivati, inoltre, anche gli altri territori provinciali – oltre a quelli di Piacenza e di Parma – in caso di eventuali ulteriori nuovi arrivi nei prossimi giorni.
“In fuga dall’Afghanistan, accolti in Emilia-Romagna”, ha sottolineato il presidente della Regione Stefano Bonaccini: “Sono le prime persone: d’intesa con il governo, siamo infatti pronti a ospitare e aiutare altri cittadini afghani già nei prossimi giorni, anche di fronte alla disponibilità delle comunità locali, che è stata immediata. Queste persone non possono essere lasciate sole, l’Emilia-Romagna c’è”.







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Spero cara Marwa che lei ed i suoi colleghi di partito non abbiate l'ardire e la presunzione di confondere il voto referendario con un plebiscito […]
Privilegi? Quali Privilegi, loro li chiamano diritti, anzi..."tiritti" secondo la nuova vulgata. Per i doveri e le riforme si rimanda alle prossime generazioni.
Esatto, il detto in questione ai miei tempi era usato contro coloro i quali si rendevano protagonisti di vaniloqui o, come nel caso del nostro
A prescindere dal fatto che la legge era scritta male e la possibilità di influenza politica dei magistrati poteva essere alta, rimane il fatto che […]
Agricoltura? Guardi che ci vuole testa, oltre che preparazione, come in ogni attività...e sicuramente più che in certe esternazioni pseudo politiche. Anzi, nel caso citato,