Il termometro è l’etica

hegel

Che cos’è la realtà? Che cos’è la realtà per un essere umano, per un bambino, per un uomo, per una bambina, per una donna? Per un animale?

E’ il modo in cui ciascuno di noi sta al mondo a produrre la realtà. Qual è il mondo di ognuno? Per poter vivere comodamente e smussare gli angoli acuminati degli eventi ci raccontiamo spesso delle favole; le favole ci servono per stare più sereni, per essere più conformi ai valori familiari tramandati.

Scriviamo tutti la nostra vita in base a come ci prendiamo cura della realtà, e a volte neghiamo l’esistenza di certi pericoli perché ci fanno paura.

In questo momento storico alcuni individui affermano che le mascherine sono nocive o che il Covid è una semplice influenza, che è tutto un complotto per mettere la museruola al popolo.


Per questo ho deciso di scrivere, col sangue (come avrebbe detto uno dei miei amati filosofi, Nietzsche).

La filosofia per me è un esperire la vita, mi faccio attraversare dai pensieri dei grandi filosofi e così questi prendono forma e divengono carne ed ossa. Non avrei mai potuto sopportare una filosofia che rimane teoria astratta sui libri.

Il farsi attraversare dai pensieri dei filosofi ci aiuta a raffinare le favole che ci raccontiamo e a volte scoprire che ce le stiamo raccontando.

La pandemia che stiamo vivendo ci riguarda tutti, nessuno escluso.

L’attacco di questo virus sta mettendo in luce come ci relazioniamo con gli altri.
In dicembre, quando mia moglie risultò positiva, avvisai i miei responsabili al lavoro. Lavorando in ambito socio-sanitario ed incontrando molte persone mi fecero immediatamente il tampone. Ero negativo. Non avevo contagiato nessuno. Ero felice perché il fatto di essere un potenziale untore mi preoccupava un sacco.
Pensai che avrei passato un periodo di vacanza sanitaria senza grossi sintomi, in fondo mi raccontavo anche io la favola che il Covid è una semplice influenza.

Non fu così. Venni contagiato e per una settimana furono brividi di freddo da spaccare i denti, febbre, grandi sudate, fatica a respirare. Il mio medico curante era in ferie e la guardia medica mi disse di prender tachipirina. Poi per fortuna mia moglie contattò i medici di Ippocrate.org, che mi seguirono prescrivendomi altri farmaci.

Molte persone negano ciò che sta accadendo, negano le migliaia di morti, nascondendo il tutto dietro la favola del complotto.

I complotti in realtà servono a preservare i valori morali, i valori della famiglia, quelli che fin da piccoli abbiamo imparato per sentirci a posto con la nostra coscienza.
Il banco di prova per vedere se i nostri valori tengono è l’ambito etico. L’etica riguarda tutti. Infatti in essa il pensiero egoico frigge, la favola morale che si raccontano i negazionisti inizia a vacillare. Hegel distingue in modo netto il piano morale dal piano etico. Il piano etico riguarda l’universale, quello morale la famiglia.

Coloro che negano la pericolosità del virus alla radice hanno interessi economici, se è vero che la parola greca economia contiene il termine oikos, quindi casa.
Quello che per la mia famiglia può sembrare un bene, per altri non lo è.
Nel momento in cui confronto i miei principi su un piano etico posso valutare quanto questi ultimi siano non estensibili ad altri.

Coloro che per pensieri non attinenti il reale circolano, banchettano e festeggiano indisturbati sottovalutando la pericolosità del virus sono all’interno di un pensiero economico liberista, che non ha nulla a che fare con la libertà e tanto meno con una dimensione comunitaria in uno spazio etico.

Noi facciamo parte di una piccola parte di mondo fortunata, quello che ci è chiesto è di non diffondere il virus, in modo da proteggere i nostri simili: farlo è responsabilità etica.




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