E’ uscito “La relazione d’aiuto. Come aiutare a gestire il percorso del lutto”, nuovo libro di Maria Angela Gelati, tanatologa, e cofondatrice e direttrice de Il Rumore del Lutto Festival, la prima rassegna di cultura in death education che ha visto la luce a Parma, nel 2007.
Coloro che, in ambito personale o professionale, hanno necessità o interesse di comprendere ed utilizzare la relazione d’aiuto possono trovare in questo testo qualche spunto per individuare un modo diverso di essere in relazione, con la particolare finalità di elaborare la perdita ed il lutto. Riuscire a far affrontare la morte è una sfida per gli operatori che gestiscono il percorso del lutto, ma alcuni degli aspetti che vengono analizzati e valutati possono divenire una guida anche per chi, semplicemente, vorrebbe dare aiuto e sollievo all’altro, per mitigare il peso dei sentimenti della perdita e della tristezza.
Sono esempi di relazioni d’aiuto professionale, quelle che intercorrono tra insegnante/allievo, medico/paziente, sacerdote/fedele, avvocato/assistito,counselor/cliente, psicologo-psicoterapeuta/paziente, operatore funebre/familiare in lutto,cerimoniere funebre/membri della famiglia in lutto, che richiedono nel professionista l’acquisizione di un bagaglio di competenze e di tecniche funzionali, atte a svolgere la propria attività.
Maria Angela Gelati (Mantova, 1969) tanatologa e death educator, nota per il suo coinvolgimento nel panorama culturale ed educativo sulla morte. Con Marco Pipitone, è la cofondatrice e direttrice de Il Rumore del Lutto Festival, la prima rassegna di cultura in death education che ha visto la luce a Parma, nel 2007.
In veste di autrice, Maria Angela Gelati ha dato un contributo significativo alla divulgazione di tematiche legate alla vita e alla morte attraverso opere uniche, tra cui le favole Mi chiamo Happy (Mursia, 2020), L’albero della vita (Mursia, 2015) e saggi che combinano sapere accademico e impegno pratico.






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Siamo tutti in trepidante attesa di un servizio di Telepartito (pardòn: Telepeggio) in cui qulache anima bella, dolce, candida e pura ci spieghi che la