Il 12 dicembre sciopero generale Cgil contro la legge di bilancio: corteo anche a Reggio

Cgil Reggio Emilia sciopero generale 12 dicembre 2025 – CGIL

La Cgil ha proclamato per venerdì 12 dicembre uno sciopero generale di 24 ore contro la manovra di bilancio del governo Meloni, bollata come “ingiusta e dannosa per lavoratori, pensionati e giovani”.

L’astensione dal lavoro interesserà tutti i settori, pubblici e privati, per l’intera giornata: sono inoltre previste manifestazioni in tutte le città italiane. A Reggio il corteo partirà dalla via Emilia, all’angolo con viale Montegrappa, e terminerà in piazza Gioberti, dove è previsto il comizio finale con gli interventi di delegate e delegati e le conclusioni del segretario provinciale della Cgil Cristian Sesena.

Con la mobilitazione di venerdì il sindacato intende chiedere al governo di aumentare salari e pensioni, fermare l’innalzamento dell’età pensionabile, contrastare la precarietà, introdurre una riforma fiscale equa e progressiva, dire “no” al riarmo, investire in sanità e istruzione, attuare vere politiche industriali e del terziario.

“Auspichiamo una larga adesione e una bella presenza alla nostra manifestazione”, ha spiegato Sesena: “È una finanziaria sbagliata contro cui non solo protestiamo, ma che vogliamo cambiare nell’interesse di tutte e tutti i lavoratori pensionati reggiani”. In preparazione allo sciopero del 12 dicembre ci sono state oltre 500 assemblee nei luoghi di lavoro e numerosi volantinaggi nei mercati e davanti alle mense; sono previsti pullman che raggiungeranno Reggio da Castelnovo Monti, Correggio e Guastalla.

“Le risorse per migliorare la vita delle lavoratrici e dei lavoratori ci sono”, secondo la Cgil reggiana: “Il problema è come vengono utilizzati”. Il sindacato propone di prendere le risorse “dove effettivamente si trovano: nei profitti, negli extraprofitti, nelle grandi ricchezze e nell’evasione fiscale”. Con un contributo di solidarietà dell’1% sul patrimonio più ricco del Paese, secondo il sindacato, “è possibile recuperare 26 miliardi di euro all’anno, fondi da destinare a salari, servizi pubblici, welfare, scuola e sanità”.

La piattaforma dello sciopero sottolinea anche “un chiaro ‘no’ alla corsa al riarmo: una struttura di spesa che brucia ogni anno centinaia di miliardi sottraendoli a ciò che serve davvero: salari dignitosi, pensioni adeguate, diritti sociali, istruzione pubblica e sanità universale”.



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