Giuseppe Salomoni riconfermato presidente di Confcooperative Lavoro e Servizi Emilia-Romagna

Giuseppe Salomoni Confcooperative Lavoro e Servizi Emilia Romagna

Lunedì 20 giugno al Palazzo della Cooperazione di Bologna, al termine dell’ultima assemblea regionale di rinnovo delle cariche, Giuseppe Salomoni è stato confermato come presidente di Confcooperative Lavoro e Servizi Emilia-Romagna, in rappresentanza di quasi 400 cooperative attive nei settori industria, costruzioni, pulizie e multiservice, ricettivo e ristorazione, trasporti e logistica, servizi professionali.

Socio fondatore e attuale vicepresidente di Cea (Cooperativa edile Appennino) di Bologna, Salomoni guiderà per altri quattro anni la federazione regionale a cui fanno riferimento 36.700 soci e socie e 37.500 persone occupate, con un fatturato aggregato di quasi 2,4 miliardi di euro.

“Oltre il 90% dei nostri occupati ha un contratto a tempo indeterminato, il 63% sono donne, il 16% sono lavoratori extra-UE e il 20% delle nostre cooperative è presente nelle aree interne della regione: dare priorità al lavoro e allo sviluppo delle comunità è l’impegno principale che portiamo avanti per fare buona cooperazione”, ha detto Salomoni, ricordando come una cooperativa su tre dei settori di competenza di Confcooperative Lavoro e Servizi lamenti carenza di lavoratori, e il 70% preveda ulteriori aumenti dei costi produttivi nei prossimi cinque mesi.

“Chiediamo alla Regione – ha aggiunto Salomini – di istituire, all’interno del Patto per il lavoro e per il clima, una task-force permanente, un luogo di confronto pragmatico con le associazioni imprenditoriali che possa affrontare in maniera cadenzata tanto le emergenze quanto i problemi più strutturali. Abbiamo bisogno di rendere i bandi regionali più attrattivi per le cooperative di produzione e lavoro, occorre coordinare una forte azione di contrasto contro le infiltrazioni criminali nei nostri settori produttivi e dei servizi e vigilare sempre di più sulla falsa cooperazione e sul rispetto dei contratti collettivi; serve inoltre investire in formazione e politiche attive del lavoro per sopperire alla carenza di manodopera, e intervenire sulla burocrazia che frena a tutti i livelli lo sviluppo delle imprese”.

L’assemblea, aperta dal saluto del presidente di Confcooperative Emilia-Romagna Francesco Milza, ha visto anche la partecipazione dell’assessore regionale allo sviluppo economico, lavoro e formazione Vincenzo Colla.

“Non abbiamo un problema di risorse, abbiamo un problema di come cogliere al meglio e non sprecare questa opportunità storica rappresentata dal Pnrr”, ha detto Colla: “Lo vogliamo fare insieme alla cooperazione, all’interno del Patto per il lavoro e per il clima, aiutando le imprese a intraprendere i processi di trasformazione necessari, a partire dalla transizione digitale e dall’innovazione tecnologica”. Sugli aumenti dei costi energetici, l’assessore ha puntualizzato: “Qualsiasi iniezione di risorse pubbliche non sarà mai sufficiente a fermare la speculazione internazionale tuttora in atto: è necessario quindi intervenire a livello europeo per mettere un tetto al prezzo dell’energia. Siamo europeisti convinti, e proprio per questo sull’inerzia dell’UE in ambito energetico dobbiamo far sentire la nostra voce”.


Entro ottobre, ha annunciato Colla, “faremo una legge regionale per attrarre i talenti, perché in Emilia-Romagna siamo bravissimi ad attrarre investimenti, ma abbiamo bisogno anche di forza lavoro e competenze. Per trattenere e far tornare i nostri talenti andati all’estero, per farne arrivare di nuovi, per rendere attrattivo il nostro territorio e aiutare a risolvere la carenza di manodopera e figure professionali a tutti i livelli dobbiamo rendere le nostre imprese, le nostre comunità, il nostro welfare, i nostri servizi, le nostre istituzioni attrattive a tutti i livelli. Vogliamo coinvolgere la rappresentanza delle imprese per definire una legge che aiuti concretamente ad affrontare questo grande problema. Come ritengo sia giunto il momento di affrontare con il mondo della cooperazione anche una discussione su una nuova idea di sussidiarietà per garantire la tenuta sociale”.



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