Un anno fa scrissi che il cosiddetto sportello antirazzista, annunciato dall’assessora Mahmoud come un alto traguardo di civiltà, era in realtà un espediente propagandistico inutile. Un’operazione ideologica fondata su un presupposto offensivo: considerare Reggio Emilia una città razzista, ostile all’integrazione, moralmente sospetta.
Quell’articolo scatenò una reazione isterica. La sinistra politica locale e le istituzioni lo esecrarono con clamore. Sindaco e giunta firmarono un documento colmo di insulti personali. Il Pd schleinista arrivò persino a portare il caso in Parlamento, tramite la deputata Malavasi, con accuse infamanti: razzismo, sessismo, stigma morale a pacchetto completo. Secondo loro, quel pezzo avrebbe dovuto “finire nell’oblio”.
Oggi nell’oblio finisce invece lo sportello antirazzista. Un’iniziativa risibile, evaporata senza lasciare traccia. Ma soprattutto finisce nell’oblio l’idea di città che Massari, Schlein e Mahmoud pretendono di rappresentare: una comunità dipinta come ostile agli stranieri, crudele con chi arriva, bisognosa di rieducazione politica.
I fatti hanno parlato. E non chiedono scuse. Il Pd di Schlein usa Reggio Emilia come laboratorio simbolico, certo che qui resista ancora il gregge perenne della fedeltà agli ordini di partito. Una città data per scontata, caricata di colpe che non ha, piegata a una narrazione utile solo a chi governa senza dover rendere conto.
La propaganda passa. I documenti indignati ingialliscono. Resta una verità semplice: non era un traguardo di civiltà. Era solo ideologia. E come tutta l’ideologia, non regge alla prova del tempo.






L’unico a dare un giudizio sensato fu proprio Lei Direttore, il fuoco di fila che seguì il suo sacrosanto editoriale restituì la misura di quanto vere fossero le sue parole.
Non bastava la stupidaggine insita nell’istituzione di un simile “sportello”, giustamente definito offensivo per i reggiani che già hanno dato prova di accoglienza, pure troppa vista la situazione, occorreva anche lo stigma di uno scranno parlamentare.
Ed ora?
Ora che i numeri parlano, e parlano chiaro, qualcuno si scusa, qualche ravvedimento operoso in atto, qualche “riflessione collegiale” dei nostri decisori pubblici?
Niente.
Il grande disegno prosegue, il laboratorio rieducativo deve martellare sulle teste quadre imperterrito, il solco è tracciato e c’è da giurare che presto, dopo aver già rinunciato al presepe, alle canzoni di Natale, al crocifisso nelle aule con tutto il corollario inerente, dopo aver intontito i giovani con le stanze pubbliche del crack etico, dovremo rinunciare ai salumi, al lambrusco e capire che l’unica soluzione che ci salverà sarà uno stato teocratico d’importazione.
Il laicismo dei dirigenti del Pd è lontano dalla realtà delle persone. Avvertono stizza se la politica non cammina secondo le loro idee, che considerano sempre perfette e immodificabili. Pensano sempre di essere nel giusto e che gli altri sbaglino in malafede. E’ un problema “morale” personale. Inoltre essendo in maggioranza da oltre 70 anni, anche con i voti dei cattolici, non accettano pareri, critiche e osservazioni. E’ anche una responsabilità dei cattolici.
Era semplicemente un modo per dare dei soldi alla dimora d’abramo per pagare un collaboratore… Altro che sportello antirazzismo! L’assessora si dovrebbe dimettere per la serie di figuracce che ha inanellato ma vedrete che nel 2027 sarà nel listino bloccato del pd
Direttore, lei sbaglia: dimentica che ogni giorno il telegiornale riporta casi di risorse linciate nella città di Pisolo e della nipote di Sandokan.
Riusciranno i nostri eroi a convincere anche i più titubanti a votare per quei cabarettisti del partito della raffinata statista mignon della Garbatella?
Dovrebbero chiedere scusa a tutti i reggiani anche solo per lo spreco di risorse e tempo.
Dovrebbero chiedere scusa a chi avevano nominato, insultato e stigmatizzato (il Direttore)…
Ennesima figura di palta da parte della peggior Giunta Comunale che si sia mai vista dal dopoguerra ad oggi. Il giorno che Massari e la sua squadra termineranno i loro incarichi sara’ per Reggio Emilia un nuovo Natale, un nuovo 25 Aprile.
Sì, l’ unico degno di essere definito Liberazione…da Massari & C