Giacomina Castagnetti: la staffetta partigiana, alla Casa Cantoniera di Casina

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Giacomina Castagnetti si racconta alla Casa Cantoniera. Domenica 14 agosto, alle 18.30 alla Casa Cantoniera di Casina, è in programma la presentazione del libro “Giacomina. Dalla Resistenza alla diretta online” di Lorena Carrara e Elisabetta Salvini, Panozzo Editore 2022. L’iniziativa fa parte della storica rassegna culturale curata da Giovanna Caroli, la presentazione vedrà la partecipazione della 96enne partigiana e testimone Giacomina Castagnetti e di Matthias Durchfeld di Istoreco.

Partigiana, sindacalista, militante per i diritti delle donne, riferimento per la montagna, testimone per migliaia di giovani: Giacomina raccoglie in sé il ‘900 reggiano, con una forza e una lucidità impressionanti. Nel 2021, Auser Reggio Emilia e Spi-Cgil, la sigla dei pensionati della Cgil, hanno pensato a un tributo per lei, una delle loro socie e volontarie più longeve e stimate. In collaborazione con l’istituto storico Istoreco, di cui Giacomina è da decenni una delle testimoni di riferimento, per il Viaggio della Memoria come per i Sentieri Partigiani, si è arrivati all’idea del libro, un’intervista delle autrici alla protagonista seguendo il cammino che dalla Resistenza l’ha portata a continuare il suo impegno politico e sociale nel sindacato, nella pubblica amministrazione e nel lavoro per la

LA PROTAGONISTA

Giacomina Castagnetti nasce a Roncolo di Quattro Castella l’11 novembre del 1925. Prende il nome dal padre Giacomo, morto pochi mesi prima della sua nascita, e cresce in una famiglia di mezzadri comunisti e antifascisti: uno dei fratelli verrà arrestato per la sua propaganda contro la guerra coloniale in Etiopia. A partire dal 1940, con l’entrata dell’Italia nella Seconda Guerra Mondiale, Giacomina inizia a raccogliere contributi nella zona di Quattro Castella per il “Soccorso Rosso”, la rete di aiuto clandestina comunista che durante il regime fascista sosteneva gli antifascisti perseguitati. Dopo l’8 settembre 1943 e l’Armistizio, entra nella Resistenza, nei Gruppi di Difesa della Donna, organizzazione femminile creata dal Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), ed opererà a Castellazzo, nella campagna fra Reggio e San Martino in Rio fino alla Liberazione, operando come messaggera, staffetta e gestendo con la famiglia una casa di latitanza per partigiani.

Nel dopoguerra, diventa la prima consigliera comunale donna di San Martino in Rio, nelle file del Partito Comunista, è impegnata in prima fila nell’UDI (Unione Donne Italiane) per difendere i diritti femminili, partecipa a numerose battaglie sindacali e proteste per il lavoro. Nel 1950-51 è a fianco degli operai e delle operaie delle Officine Reggiane durante la celebre occupazione di quella che all’epoca era una delle più grandi fabbriche italiane, ed è lei a guidare il famoso trattore R60, ideato durante l’occupazione, in una delle immagini simbolo di quella vicenda.

All’inizio degli anni ’50, si trasferisce in Appennino su incarico della Camera del Lavoro, per la Cgil gira tutta la montagna e a Castelnovo Monti conosce anche il futuro marito. Da allora, ha sempre vissuto nel paese capodistretto.



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