‘Franco Battiato’ e l’illusione della vita

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7.7

«L’illusione della vita è un film tridimensionale che la musica di Battiato ha cercato di rendere nella sua realtà esteriore come bidimensionale, e quadrimensionale nelle dimensioni altre, quello dello spirito e della inesausta ricerca. Possiamo dire che la musica di Battiato è stata, da Fetus in poi, uno zapping tra differenti film che, nei vari canali in cui ci identifichiamo provvisoriamente nel corso della vita, forma una specie di metafilm che raccoglie attraverso il tempo la sequenza temporale delle nostre singole storie.

Il Velo di Maya [Arthur Schopenhauer] diventa così la nostra privata proiezione del nostro film privato».
Il viaggio a cui ci invita Aldo Nove nella sua biografia di Franco (Francesco) Battiato è un affascinante viaggio interiore al ritmo rock-classico-elettronico-pop della musica dell’artista siciliano – che nasce a Riposto, il 23 marzo 1945, allora Ionia, in provincia di Catania.

Un amore incondizionato per il Maestro fin da bambino quando a Viggiù, negli anni 70, dove Nove viveva, erano entrambi una specie di marziani: lui perché lo ascoltava e Battiato… perché era Battiato. “Pollution”, “Fetus”, “Sulle corde di Aries”, “Clic”, “M.lle le ‘Gladiator”, solo per citarne alcuni degli anni 70. Lp – long playing «che suona a lungo» – non proprio votati alla digestione immediata ma ostici per orecchie abituate a Sanremo, Festivalbar ecc.. Poi, tutto cambia quando, nel 1981, esce la “Voce del padrone”. I solchi dell’lp girano ripetutamente anche a Viggiù, diffondendo la musica di Battiato, che sta avviandosi a diventare fenomeno nazionale e mondiale.

Qui non intendo raccontarvi il libro – che ai capitoli dedicati alla “critica” della produzione discografica e filmica del Nostro alterna alcuni “Intermezzi” autobiografici dell’autore stesso, che danno una pennellata di narrativa alla natura saggistica di “Franco Battiato” – ma coglierne l’essenza attraverso la sua presenza, ossia delle sue pagine. E per “cogliere” Battiato bisogna, ci suggerisce Nove, rivolgersi alla sapienza dell’Oriente e ai deserti del Sud del mondo. Musica è vita e Vita è musica potremmo così riassumere il percorso biografico di Battiato che dalla Sicilia si sposta a Milano, affonda nella notte newyorkese, ne riemerge e poi, alla fine torna in Sicilia, nel “buen retiro” di Milo.

Un libro non solo da leggere ma che ti viene voglia di ascoltare. E per chi vorrà seguire la strada di Franco Battiato si imbatterà, lungo un percorso di oltre cinquant’anni, in musicisti e poeti, in filosofi e sapienti che potrebbero indicargli l’esistenza “un’altra vita” in un oceano di silenzio.

(Aldo Nove, Franco Battiato, Sperling & Kupfer, pp. 247, euro 17,90. Recensione di Glauco Bertani)

Si ringrazia la Libreria del Teatro, via Crispi 6, Reggio Emilia.

COLONNA SONORA:

Cuccurucucu

L’era del Cinghiale bianco

Centro di gravità permanente

Prospettiva Nevski

Povera patria

La Cura

Aria di Rivoluzione

No Time No Space

La stagione dell’amore

E Ti Vengo A Cercare

Up Patriots To Arms

L’ombra della luce

Un falco nel cielo

Propiedad Prohibida

I nostri voti


Stile narrativo
7
Tematica
9
Potenzialità di mercato
7




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