La Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia ha presentato la programmazione 2026, un percorso culturale che attraverserà linguaggi, epoche e visioni intrecciando fotografia contemporanea, approfondimento storico-artistico e design in un calendario che punta a valorizzare e rinnovare l’offerta culturale reggiana.
Il fulcro della stagione primaverile è ovviamente la XXI edizione di Fotografia Europea, in programma dal 30 aprile al 14 giugno. Il festival, promosso in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia e la Regione Emilia-Romagna, si svilupperà attorno al tema “Fantasmi del quotidiano”, filo conduttore delle mostre curate da Arianna Catania, Tim Clark, Luce Lebart e Walter Guadagnini.

Le esposizioni saranno allestite ai Chiostri di San Pietro, a Palazzo da Mosto, alla chiesa di San Carlo e, grazie alla collaborazione con la Camera di commercio dell’Emilia, a Palazzo Scaruffi. Accanto alle mostre, il programma includerà un ricco calendario di conferenze, letture portfolio, workshop e spettacoli gratuiti.
A maggio, invece, spazio alla formazione e alla partecipazione dei più giovani. Dall’8 al 10 maggio Reggio accoglierà il festival del mensile Internazionale Kids, una tre giorni dedicata all’informazione e all’attualità per ragazzi e ragazze con incontri con giornalisti, scrittori e illustratori.
Nel weekend dal 22 al 24 maggio, in collaborazione con le istituzioni educative della città, è in programma la XX edizione di Reggionarra, con racconti, narrazioni e spettacoli teatrali in diverse sedi della città.
Durante i mesi estivi, poi, la programmazione proseguirà ai Chiostri di San Pietro, a Palazzo da Mosto e nelle piazze della città con Restate, il palinsesto di eventi, concerti e rassegne realizzati in sinergia con il Comune di Reggio e le principali istituzioni culturali del territorio.
A settembre i Chiostri di San Pietro diventeranno per due giorni la capitale della giovane ricerca filosofica italiana ospitando la XXXV edizione del Convegno nazionale dei dottorati di ricerca in filosofia, realizzato grazie alla collaborazione con il Dipartimento di educazione e scienze umane (Desu) dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
La programmazione espositiva autunnale riprenderà con un focus sulla fotografia di ricerca. Dal 3 ottobre i Chiostri di San Pietro ospiteranno “Eveningside”, una retrospettiva dedicata al fotografo statunitense Gregory Crewdson: curata da Jean-Charles Vergne e realizzata in collaborazione con le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, la mostra raccoglierà il nuovo ciclo di immagini narrative di Crewdson, realizzate in bianco e nero ad alta definizione e ambientate sullo sfondo della provincia americana, sospesa in una dimensione ambigua e fuori dal tempo.

Attraverso questa serie di scatti Crewdson esplora momenti di contemplazione entro i confini della vita quotidiana, nei luoghi di lavoro e negli spazi adiacenti, indagandone la dimensione psicologica e sociale con una tecnica di derivazione cinematografica, in bilico tra realtà e finzione.
A metà novembre la riapertura del rinnovato Palazzo Magnani sarà accompagnata da un evento di grande rilievo: “Le porte dell’invisibile. Kandinskij, Klee, Malevič alla luce del pensiero di Pavel Florenskij” (dal 14 novembre 2026 al 14 marzo 2027), curata da Roberto Cresti, Emilio Ferrario e Valentina Parisi. Più che una semplice mostra, il progetto si configura come un viaggio immersivo alle origini di una rivoluzione dello sguardo, capace di ridefinire radicalmente i concetti di spazio e tempo nella cultura visiva del primo Novecento.

Al centro dell’esposizione ci sarà il pensiero polifonico di Pavel Florenskij, figura chiave del Novecento, tanto poco conosciuta quanto sorprendentemente attuale, assunto come lente interpretativa attraverso cui rileggere alcune tra le più audaci sperimentazioni artistiche del secolo. Il percorso espositivo costruirà un dialogo inedito tra la profondità spirituale della tradizione delle icone russe e le ricerche delle avanguardie storiche, mettendo in relazione dialettica opere di Vasilij Kandinskij, Paul Klee, Kazimir Malevič e degli artisti della scuola suprematista.
A completare l’anno, Palazzo da Mosto ospiterà una mostra monografica dedicata a Denis Santachiara, designer originario di Campagnola Emilia e attivo a livello internazionale. Il percorso espositivo, curato da Chiara Alessi, documenterà l’attività del designer reggiano attraverso una selezione di progetti, prototipi e video: una parata di concetti che Santachiara ha sviluppato nel corso della sua lunga attività internazionale e che vengono esposti per la prima volta in una mostra antologica. “Denis Santachiara – Estasi dell’artificio, design dal 1966” (dal 12 dicembre 2026 al 29 marzo 2027) sarà un viaggio tra le sue visioni progettuali, che investono la fenomenologia della merce e del vivere quotidiano, l’interior design, l’arte e l’architettura tra ricerca artistica, nuove tecnologie e produzione industriale.







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