Secondo i dati dell’Osservatorio sui conti pubblici dell’Università Cattolica di Milano (relativi al 2023) sulla distribuzione delle forze dell’ordine sul territorio nazionale, l’Emilia-Romagna, con un tasso di 1.821 reati ogni 100.000 abitanti, si trova agli ultimi posti per presenza di forze dell’ordine, con un rapporto di 235 tra carabinieri e agenti di Polizia di Stato ogni 100.000 abitanti, uno dei valori più bassi a livello nazionale.
Prende le mosse da questo squilibrio – che si traduce in maggior pressione sulle forze dell’ordine presenti, difficoltà nel presidiare il territorio, crescente percezione di insicurezza e necessità di ricorrere a soluzioni emergenziali – l’investimento della Regione Emilia-Romagna, che ha stanziato oltre 2,5 milioni di euro per venti accordi di programma per la sicurezza urbana e la prevenzione della criminalità.
Risorse più che raddoppiate per il 2026: entro febbraio partiranno le negoziazioni per le attività di sostegno a Comuni e Unioni di Comuni, per rendere operativi i progetti entro la fine dell’estate. L’obiettivo è quello di garantire più sicurezza nei territori, con interventi di rigenerazione urbana, potenziamento della videosorveglianza e attività di mediazione sociale e culturale.
“La sicurezza è oggi una delle principali criticità segnalate dalle cittadine e dai cittadini”, sottolinea il presidente della Regione Michele de Pascale, “e rappresenta una sfida che le istituzioni – Comuni, Regioni e governo – possono e devono affrontare insieme. I fatti di cronaca registrati anche in queste ultime settimane dimostrano quanto sia urgente affrontare questo tema con serietà, superando le divergenze politiche e costruendo un patto istituzionale per la sicurezza pubblica fondato su un forte coordinamento territoriale. È con questo obiettivo che ho scritto alla presidente del Consiglio, al ministro dell’Interno e a tutti i presidenti di Regione per sollecitare un confronto istituzionale e chiedere un maggiore coinvolgimento delle Regioni nelle politiche di sicurezza urbana e integrata, nel rispetto di una necessaria regia statale, ma valorizzando il ruolo attivo dei territori”.
Nel 2025 la Regione Emilia-Romagna ha stipulato venti accordi di programma per la sicurezza urbana e la prevenzione della criminalità coinvolgendo 18 Comuni (tra i quali tutti i capoluoghi di provincia) e due Unioni di Comuni per azioni di prevenzione integrata, costruite insieme ai territori e basate su sicurezza, coesione sociale e qualità degli spazi pubblici.
La Regione ha messo a disposizione oltre 2,5 milioni di euro, già tutti impegnati, per contribuire (totalmente o in parte) a progetti di prevenzione di vario tipo: costruzione o rinnovamento di impianti di videosorveglianza e illuminazione, gestione partecipata degli spazi pubblici, eventi culturali e sportivi, attività di mediazione sociale e culturale, presenza di street tutor ed educatori di strada, iniziative di contrasto alla dispersione scolastica e al disagio giovanile.






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