Emergenza Covid, verso una nuova stretta

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Riunione tra Conte e i capi delegazione dei partiti di governo, dopo il vertice sul nuovo Dpcm con le Regioni, per contenere la diffusione del contagio di Covid19. In serata, il premier terrà una conferenza stampa per illustrare le nuove misure. Il vertice con le Regioni Alla riunione, convocata dal ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, hanno partecipato i rappresentanti di Regioni, Comuni ed Enti locali e i ministri della Salute Roberto Speranza, della Scuola Lucia Azzolina, dei Trasporti Paola De Micheli, dell’Università Gaetano Manfredi. Presenti anche il capo della Protezione civile Angelo Borrelli e il commissario all’emergenza Domenico Arcuri. Sul tavolo, in particolare, la scuola e l’orario di chiusura dei locali. Il presidente della Conferenza delle Regioni e governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, riferisce di sintonia con il governo sulle misure. Ma mentre si va verso un accordo su una stretta localizzata per l’orario dei locali, resta al momento aperto il capitolo scuola, con le Regioni che chiedono più didattica a distanza, mentre la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, tiene il punto sulla didattica in presenza. Un nodo da sciogliere è poi quello sulle palestre: fermo il ‘no’ dei governatori alla chiusura ipotizzata dall’Esecutivo. I singoli governatori potranno comunque applicare misure estreme legate all’andamento del contagio.

La stessa De Micheli, ospite di Mezz’Ora in più, ha anticipato che non ci sarà una riduzione della quota di riempimento dei mezzi di trasporto locali, ma l’adozione di altre misure: l’ingresso scaglionato per le scuole superiori, orari differenziati per i lavoratori e un maggior ricorso allo smart working rispetto al 50% attuale. Con le aziende si è poi concordato un maggior controllo sulle banchine delle metropolitane per agevolare i flussi di salita e discesa. L’attenzione si è concentrata in particolare sul trasporto pubblico locale, che riguarda gli studenti sopra i 14 anni . “Abbiamo aperto il 18 maggio in base a uno studio preventivo dei flussi, anche per città. Il fabbisogno, anche nelle ore di punta, non supera il 70-75%. Noi abbiamo deciso di portarlo all’80% per essere sicuri che tutti possano essere trasportati. E oggettivamente abbiamo fatto un monitoraggio che ci dice che non superiamo queste percentuali. Ma la percezione della sicurezza è personale, è diversa” ha spiegato il ministro. “Il coprifuoco è contro la nostra idea nella pandemia. Stiamo facendo di tutto per tenere in piedi il diritto alla vita durante la pandemia, esattamente il contrario del coprifuoco. Le regole che adotteremo non sono per i ristoranti, che ho visto rispettano le indicazioni, ma per quello che viene dopo” ha concluso De Micheli, precisando che “i limiti alla stretta sono legati soprattutto ai luoghi e modalità di vita che hanno in maniera scientificamente dimostrata un rischio maggiore di contagio”.

“Una stretta alla movida, ma localizzata” è una delle proposte delle Regioni e al vaglio del governo. L’orario anticipato di chiusura dei locali alle 22 o alle 23 potrebbe quindi essere applicato solo in alcuni quartieri di quelle città o Comuni dove il contagio è più elevato o in altre zone dove è maggiore il rischio di assembramento, come i luoghi della movida e i centri storici. Su questa proposta ci sarebbe il parere favorevole di gran parte del Governo e delle stesse Regioni.

“Sono convinto che lo sport sia un motore di ripartenza ed ecco perché in queste ore ci stiamo battendo affinché, in sicurezza e nel rispetto di protocollo rigidi, lo sport possa continuare il più possibile”. Così il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora. Al ministro hanno fatto appello i centri sportivi. Interviene anche Giovanni Malagò: “Nessuna decisione avventata sullo sport: l’eventualità paventata di chiusura di tutte i campionati e le attività organizzate dall’associazionismo sportivo va in contrasto con i protocolli approvati dal Cts d’intesa col Ministero”, afferma il presidente del CONI.



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