Vasco è certamente antifascista e antinazista, il ricordo del padre internato per due anni in un lager tedesco non ne è solo una peraltro gigantesca motivazione personale. Ma non fatelo passare oggi per una bandiera della sinistra, perché, nonostante le radici emiliane, è sempre stato distante dal Pci e succedanei vari.
Vasco è sempre stato un uomo libero, autentico, nel privato come nelle canzoni. Anche per questo milioni di italiani in quattro generazioni lo amano e continuano ad amarlo: perché ne avvertono l’assoluta sincerità. Nella vita Vasco si è riconosciuto esclusivamente in un altro grande personaggio alla sua altezza, del quale si definiva addirittura l’alter ego: Marco Pannella, che non è mai piaciuto a destra come a sinistra. E in qualche modo ha vinto la sua sfida in nome e per conto del leader radicale: Pannella, sempre esecrato e umiliato dalle maggioranze, minoritario perenne, vive il suo riscatto da chissà dove dinanzi ai trionfi intergenerazionali del signor Rossi da Zocca, che invece è numero Uno da quarant’anni per distacco su tutti, e che se organizzasse cento date per cento giorni farebbe ancora sold out ovunque in pochi minuti.







Ultimi commenti
Abitando a Reggio Emilia , o come la chiamo io Peggio Emilia, condivido pienamente quanto scritto da Alberto Guarnieri. Complimenti anche per la prosa
Speriamo!
Non la conosco, ma quanto snobismo nelle sue parole... da vero provinciale. E insultare i morti, beh... Siamo provinciali, è vero, ma non fingiamo di […]
Dopo l' omaggio ad una certa albanese, il nostro vessillo finisce leggermente svalutato
ma come mai in tutte le foto i bambini sono caucasici ? Non e' neanche lontanamente la fotografia "reale" di Reggio e dell'Italia di oggi..... quando accompagno