“Ex obedientia per pietatem cum humilitate ad pacem”, il testo di questo brevissimo e assai efficace cartiglio apposta in un altare della Cattedrale di Reggio è stato il tema su cui don Giuseppe Dossetti ha incentrato martedì sera, 6 settembre, al Buon Pastore, l’omelia della messa per il suo ottantesimo compleanno.
Punto di partenza del suo cammino di cristiano e di sacerdote è stata l’obbedienza, virtù imparata in famiglia.

La via è la devozione, termine con cui ha tradotto “pietas”; si tratta della devozione al Signore e agli uomini; l’esistenza non è un possesso personale, ma bisogna farne un dono. Occorre tenere presente la dignità di ogni uomo e trovare in ciascuno “la pagliuzza d’oro”, il tesoro, come gli è successo nei quattro decenni di responsabile del Ceis. In questa esperienza don Giuseppe si è sentito come un maestro di restauro, certamente un’immagine assai bella ed efficace: sotto la crosta delle imperfezioni, se ripulita, si trova il capolavoro perché in ogni persona c’è l’impronta di Dio.
Ai tanti fedeli e amici che hanno partecipato alla celebrazione eucaristica, concelebrata dal sacerdote nigeriano don Charles, don Dossetti ha focalizzato il tema dell’umiltà: l’atteggiamento più difficile, anche perché non deve essere ipocrita.
Così si raggiunge la pace – “shalom” in ebraico -: scompaiono rivalse, competizioni e si hanno solo pensieri di gratitudine.

Don Giuseppe aveva introdotto la celebrazione liturgica con un ringraziamento per i tanti doni ricevuti usando le parole di Maria nel “Magnificat”.
E all’inizio della breve, intensa ed assai efficace omelia aveva tracciato un sintetico bilancio di grande serenità di questi 80 anni, di cui 51 di sacerdozio: mi sento sereno, non ho rimpianti; tanti sono ancora i progetti.
Al termine della celebrazione, nel corso della quale il celebrante ha pregato per la pace in Terra Santa, Ucraina e Nigeria, i festeggiamenti sono proseguiti nel cortile della parrocchia: il dono di una stampa raffigurante San Rocco e il tradizionale taglio della torta.
Giuseppe Adriano Rossi







Ultimi commenti
Fabiola ha ragione.
Mia moglie siciliana direbbe "nemici 'ra cuntintizza" (nemici della gioia, sempre a rompere le palle per qualcosa, sempre li a voler fare i bastian contrari). […]
Forse qualcuno avrebbe preferito la piazza piena per ursula o kaja con o senza javelin a spalla, di certo ci sarebbe stato più
Due giorni "fiabeschi" in cui Reggio Emilia è assurta alle cronache mondiali tutta imbellettata, linda e profumata. Ora giu' la maschera, leviamoci il cerone e […]
Ben detto, quando ci vuole ci vuole per riequilibrare il discorso!!