I sindaci e gli amministratori locali dei comuni della Val d’Enza stanno seguendo con particolare attenzione il dibattito pubblico sulla diga di Vetto, avviato dalla stazione appaltante Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale – sotto il coordinamento e l’indirizzo del commissario straordinario per l’opera nominato dal governo, il professor Stefano Orlandini – dopo la consegna del Docfap, il documento di fattibilità progettuale.
Il confronto con cittadini, imprese e portatori di interesse, ha sottolineato a tal proposito il Partito Democratico di Reggio, “è un passaggio indispensabile, soprattutto per un’opera con un impatto così rilevante su comunità, economia, ambiente e sostenibilità”. Nel tempo, superando quelle che vengono definite “legittime perplessità”, ha spiegato il Pd reggiano, “il territorio ha maturato una convinzione condivisa: l’invaso della Val d’Enza è necessario per garantire sicurezza idrica agli usi agricoli, agroindustriali e idropotabili, preservando gli equilibri ambientali dell’intero territorio”.
“Crediamo nel valore del dibattito pubblico e chiediamo che il percorso sia condotto con pieno rigore giuridico e amministrativo”, ha aggiunto il Pd, ma l’invaso della Val d’Enza “non può diventare un’operazione di propaganda: va seguito il percorso più corretto dal punto di vista giuridico, tecnico e amministravo e della sostenibilità socio-ambientale, evitando di esporre quest’opera strategica a blocchi successivi, con il solo obiettivo della prossima campagna elettorale”.
Poi la stoccata al governo: “Non abbiamo bisogno di ‘annuncite’ e di un altro ponte di Messina, la cui prima pietra imminente viene promessa ogni sei mesi. Con questo approccio si prenderebbero in giro cittadini, imprese e territori. Il nostro territorio attende quest’opera da quasi un secolo: oggi serve un cammino solido, condiviso e inattaccabile. Non è l’opera di qualcuno, ma di una comunità intera”.
Per questo, ha concluso il Partito Democratico di Reggio, “chiediamo un confronto istituzionale stabile con il commissario e il prefetto, capace di accompagnare con responsabilità le prossime fasi progettuali. Questo territorio non crede nel dirigismo di qualche protagonista, ma nell’azione collegiale: il futuro si costruisce insieme, con serietà e visione, perché non è materia di propaganda né oggetto di campagne elettorali permanenti”.






anche da questo articolo mi sembra di capire che il PD reggiano vuole decidere tutto lui…