Mercoledì 10 dicembre il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (Mit) ha ospitato una riunione operativa di alto livello per la realizzazione della diga di Vetto, opera idrica ritenuta strategica per i territori della Val d’Enza reggiana e più in generale per l’Emilia-Romagna.
L’invaso, con una capacità prevista di almeno 86 milioni di metri cubi d’acqua, è stato progettato per garantire un approvvigionamento idrico stabile per usi agricoli, civili e industriali, oltre che per rafforzare la sicurezza idraulica attraverso la mitigazione del rischio di alluvioni, la regolazione delle portate e la gestione delle acque piovane.
All’incontro, convocato dal ministro delle infrastrutture Matteo Salvini, hanno partecipato il commissario straordinario per l’opera Stefano Orlandini, il viceministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Vannia Gava e il coordinatore della struttura tecnica di missione del Ministero Elisabetta Pellegrini.
Nel corso della riunione, il ministro Salvini ha ribadito il proprio impegno personale nel garantire le risorse necessarie sia per completare la fase progettuale dell’opera che per consentire l’avvio dei lavori. L’obiettivo è quello di imprimere un’accelerazione decisiva all’iter, assicurando tempi rapidi per dare il via alla fase realizzativa vera e propria di un’infrastruttura considerata dal Mit “fondamentale per la resilienza idrica regionale e nazionale”.
Dopo l’approvazione preliminare del Documento di valutazione delle alternative progettuali (DocFap) relativo alla diga di Vetto, è stato avviato il dibattito pubblico sull’opera: entro la fine di febbraio 2026 sarà dunque possibile procedere all’approvazione definitiva del DocFap, passaggio essenziale per l’elaborazione del progetto di fattibilità tecnico-economica e per l’apertura della fase autorizzativa finale.






Non ci sono commenti
Partecipa anche tu