Dialogo tra un ciclista e una buca stradale

Fra Diavolo

Accidenti che buca! Ho anche rotto la mia bicicletta. Tutto bene?
Non stia a preoccuparsi per me, ci sono ormai abituata.
Noi buche stradali di campagna siamo dimenticate da tutti.
Non passa mica il Giro d’Italia da queste parti.
Lei come sta?
(la buca fa una faccia preoccupata)

A posto, grazie. Ma poteva finire molto peggio.
Non lo dica a me.
Questa settimana di casi come il suo ne ho contati almeno una decina.
Mi capisce?

La capisco, ma quanto ci vuole per risolvere il problema?
Eh, sa com’è…
(la buca fa una faccia furbetta)

Com’è?
Questa è una stradina di una piccola frazione di campagna e le buche vengono lasciate in fondo alla lista delle manutenzioni.
Ci transitano pochi cittadini-elettori.
Mi capisce?
(la buca fa una faccia ammiccante)

Ma le elezioni amministrative sono ancora lontane.
Appunto. Quindi stia molto attento, perché quando tornerà da queste parti io ci sarò ancora.
Mi capisce?
(la buca fa una faccia rassegnata)

Ma non è giusto.
Lei ha raggiunto un’età in cui dovrebbe aver imparato che quel che conta non è ciò che è giusto, bensì ciò che conviene.

Insomma: ci sono buche di serie A e buche di serie B?
Non confonda la causa con l’effetto.
Noi siamo l’effetto.
(la buca fa una faccia intelligente)

E la causa?
La causa va cercata nel numero di cittadini-elettori che passano per una determinata strada: se questi sono tanti, le buche vanno in serie A; se sono pochi le buche come me, giocano in un altro campionato.
Mi capisce?

E lei in quale campionato gioca?
Io gioco in serie B. E sono pure riserva.
Questa strada, di sera, è anche poco illuminata.
(la buca fa una faccia scura)

Domani vado dal Sindaco!
Pessima idea: è un film che ho già visto.
Le dirà che i Comuni non hanno soldi e che, pertanto, devono darsi delle priorità.
Uscirà dall’incontro dando ragione al Sindaco e prendendosela con me.
Mi capisce?

Ma allora…
Allora guardi dove va, che è meglio.
(la buca fa una faccia vispa)

F.D.



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