I dati dell’Ufficio studi di Confcommercio sul rischio di desertificazione del tessuto commerciale in Italia, che vedono Reggio nella top ten dei territori comunali con la più bassa “densità commerciale” (numero di imprese attive del commercio al dettaglio per ogni mille abitanti) del Paese, per Azione “confermano un fenomeno che a Reggio molti cittadini e operatori economici osservano da anni: una progressiva rarefazione e deterioramento delle attività commerciali, che rischia di diventare strutturale se non affrontata con decisione e con una visione di lungo periodo”.
Tuttavia, secondo il presidente regionale e segretario provinciale di Azione Claudio Guidetti, “limitarsi a leggere questa fotografia senza interrogarsi sulle sue cause locali sarebbe un errore e non servono costosi incarichi per sentirsi dire ciò che si vede e si sa. Per oltre vent’anni le politiche urbane delle amministrazioni comunali hanno progressivamente spostato funzioni, attività, servizi e attrattori verso l’esterno del centro storico, favorendo grandi centri commerciali e direzionali periferici e per giunta sparsi in modo disordinato sul territorio. Questo processo, unito alla mancanza di un piano serio di accessibilità, ha ridotto la vitalità del cuore della città”.
Le città emiliane confinanti, Modena e Parma, “da anni hanno investito con continuità in parcheggi silos vicini ai centri, modelli di interscambio concreti e fruibili facilmente e politiche mirate alla permanenza e attrattività delle attività non solo commerciali ma anche professionali. Reggio invece non ha colmato questo ritardo e oggi ne paga le conseguenze”.
A questo, secondo Guidetti, “si aggiunge un tema che non può più essere ignorato: in centro storico esistono almeno cinque siti in stato di degrado o abbandono, veri e propri buchi neri urbani, che generano sfiducia, sottraggono spazi di qualità e incidono negativamente sull’immagine complessiva della città. Sono aree che devono essere ripensate e riportate a nuova vita con funzioni miste, culturali, commerciali e residenziali, seguendo esempi virtuosi già realizzati altrove e inserite in un contesto generale di rilancio”. In questo quadro, “non può bastare un singolo provvedimento come l’hub urbano per invertire una tendenza così radicata. Senza una visione futura di città, una strategia chiara e un progetto che integri mobilità, rigenerazione, commercio, professioni, servizi e qualità dello spazio pubblico, qualsiasi intervento rischia di essere un tassello isolato destinato a produrre risultati limitati”.
Accanto ai temi economici e urbanistici, per Azione Reggio “c’è poi la questione della sicurezza urbana, ormai centrale nella percezione e nella realtà dei cittadini. Oggi il centro storico di Reggio mostra una netta differenza tra la parte a sud della via Emilia, più vissuta, sicura, curata e frequentata, e la parte a nord, dove si concentrano situazioni di marginalità, degrado, conflittualità sociale e abbandono. Questa asimmetria penalizza ulteriormente il commercio e le attività, riduce l’attrattività e accentua il senso di insicurezza, soprattutto nelle ore serali. Senza un investimento serio sulla sicurezza integrata, urbana, sociale e di presidio del territorio, ogni tentativo di rigenerazione rischia di essere inefficace”.
Per Guidetti “è evidente che la sola variazione delle abitudini di consumo, il calo dei consumi interni o la concorrenza dell’e-commerce, citati da Confcommercio, non bastano a spiegare e giustificare l’intensità del fenomeno reggiano. Anzi! Qui pesa soprattutto un vuoto di visione e programmazione strategica di medio-lungo periodo e una mancanza di coraggio nel ripensare la città come sistema integrato di funzioni, mobilità e qualità urbana”.
Per invertire la rotta, ha sottolineato Azione, “serve avere una visione per il futuro della città, che non si limiti a interventi spot ma che definisca un progetto identitario e coerente”. E quindi: parcheggi adeguati; rigenerazione dei siti abbandonati; politiche attive per sicurezza e presidio; istituzione della figura di un city manager per la gestione e il rilancio del centro storico (“assunzione con concorso di merito, non a chiamata o consulenza”); incentivi mirati per attività di prossimità; azioni di incentivo fiscale locale; strategie culturali e residenziali “che riportino le persone a vivere e frequentare il centro”; una nuova politica di sviluppo turistico.
Reggio, per Guidetti, “ha tutte le potenzialità per tornare a essere una città viva, attrattiva e competitiva. Ma per farlo bisogna riconoscere gli errori del passato e aprire finalmente una nuova stagione amministrativa fondata su programmazione, pragmatismo e qualità urbana. Perché una città senza commercio è una città senza relazioni, e senza relazioni perde una grande parte della propria anima. Serve sprovincializzare lo sguardo e avere consapevolezza di un percorso non breve, ma che è necessario intraprendere”.






“…pesa un vuoto di visione…” : se lo dice uno del partito di Calenda , allora siete a posto.