Nei giorni scorsi il sindaco di Reggio Emilia Marco Massari ha risposto pubblicamente alla lettera che Roberta Notari, una cittadina reggiana residente nel condominio “Il Castello” di via Sani, aveva scritto in precedenza a 24Emilia e all’amministrazione comunale denunciando lo stato di grave degrado in cui versa la vicina via Paradisi, nella zona della stazione ferroviaria storica.
Dopo la replica del Comune, però, è arrivata anche la contro-replica della stessa Notari, che ha ringraziato il sindaco Massari “per la celere risposta” ma ha sottolineato “con estrema franchezza” che le rassicurazioni contenute nella lettera del primo cittadino “appaiono, agli occhi di chi vive quotidianamente l’inferno di via Paradisi, via Turri e di Reggio Est, tristemente insufficienti e distanti dalla realtà”.
Massari aveva citato uno stanziamento di 300.000 euro per il 2026 destinato al “decoro su aree pubbliche” del quartiere, ma la risposta di Notari è netta: “Signor sindaco, con tutto il rispetto, i residenti non chiedono nuove aiuole o panchine mentre vivono sopra una polveriera. I 300.000 euro sono un’elemosina se confrontati con la gravità della situazione strutturale e sanitaria del quartiere”.
Entrando poi nel merito delle singole risposte del sindaco, Notari ha elencato numerose “questioni che non possono più essere evase”. La prima: “Rischio esplosione e sicurezza antincendio: Lei parla di ‘criticità relative ai garage’. Non sono criticità, sono reati. Nei sotterranei sono presenti dormitori abusivi, accumuli di materiali infiammabili e, soprattutto, bombole di gas utilizzate per cucinare”.

Garage scassinati e occupati abusivamente in via Paradisi e in via Turri
Per Notari “non è una questione di ordine pubblico di competenza dello Stato, ma di pubblica incolumità e igiene, di cui Lei è il primo responsabile. Quando intende ordinare lo smantellamento forzato di questi dormitori e il sequestro delle bombole?”.
E ancora: “Nella Sua disamina degli enti coinvolti, manca un riferimento critico agli appartamenti gestiti da Acer. Molti di questi alloggi versano in condizioni igienico-sanitarie degradanti. Chiediamo che il Comune, come socio e controllore, imponga ad Acer un piano straordinario di riqualificazione e manutenzione, poiché il degrado pubblico alimenta quello sociale”.

Le condizioni delle case Acer di via Paradisi a Reggio Emilia – palazzine Reggio Est
Per quanto riguarda il servizio Open Day e la percezione di sicurezza, le posizioni sono diametralmente opposte: “Lei – scrive ancora Notari – difende il servizio dell’Open Day parlando di ‘riduzione del danno’. La realtà è che per i residenti il danno è aumentato esponenzialmente: la concentrazione di utenza problematica in un quadrante già fragile ha reso il quartiere una zona franca per lo spaccio. Se il servizio è utile alla città, perché deve gravare esclusivamente su una via già stremata? Insieme a Questura e Prefettura occorre rimuovere lo spaccio costante: ci sono otto telecamere puntate sulla zona in via Paradisi 6, impossibile che non vengano mai guardate?”.
Poi la chiosa finale: “Lei afferma che per affrontare la complessità serve ‘conoscenza’. Noi residenti quella conoscenza l’abbiamo acquisita forzatamente in 15 anni di degrado. Non ci servono seminari, ci serve un cronoprogramma certo degli interventi. Non accetteremo che questa situazione venga nuovamente diluita in tavoli tecnici infiniti mentre noi rischiamo di saltare in aria o veniamo aggrediti sotto casa. In attesa di un riscontro che contenga date e azioni (smantellamento dormitori, rimozione bombole, riqualificazione Acer) e non solo dichiarazioni di intenti, Le porgo i miei saluti”.
Leggi anche:
Reggio. Via Paradisi, un quartiere dimenticato (di Roberta Notari)
Degrado via Paradisi, Massari: “Capiamo il disagio ma le azioni in corso sono molte”






Non ci sono commenti
Partecipa anche tu