Degrado Reggio: “Caro Massari, non ne possiamo più”

Marco Massari inaugurazione parco Reggia di Rivalta – CoRE

È arrivata a 24Emilia una lettera, indirizzata al sindaco di Reggio Marco Massari, sulla situazione di degrado in città, firmata da Marina Dacci, Egle Prati e tanti altri cittadini. La riportiamo integralmente.

Caro Massari,
non so se lei sia consapevole fino in fondo della situazione di costante degrado nella nostra città.

Partiamo dalla sicurezza: luoghi che sono trasformati in isole di violenza e di spaccio in cui governa la paura, per le persone normali, di transitare nella loro città. Non essendoci regole e controlli, l’accoglienza dichiarata e praticata a livello umano e morale (naturalmente corretta), se non governata e controllata diventa lassismo e un buco nero rispetto a episodi di violenza e di arroganza sociale non più accettabile.

Desolazione del centro storico, penalizzato da una cattiva strategia verso la sua ripopolazione attiva e sociale che non passa certo dal “Mercoledì da leoni”. Negozi chiusi, passaggi serali e infrasettimanali inesistenti che penalizzano le attività commerciali e che rappresentano un incentivo alla sua fruizione.

Arriviamo poi alle condizioni di manutenzione delle strade: sporcizia e malgoverno degli spazi pubblici che diventano incentivo per chi manca di sensibilità e di rispetto della cosa comune in modo estremo.

La cultura, che dovrebbe essere uno strumento di crescita della consapevolezza personale e sociale, è completamente abbandonata dall’attuale assessore alla cultura, che si è limitato a nominare una figura surrogatoria (a spese dei cittadini) per svolgere il suo mandato.

Cosa pensa di fare?
Non c’è più tempo. Le cose stanno precipitando alla velocità della luce in una strada senza ritorno.

Ci pensi, caro Sindaco. Faccia un giro in altre città emiliane e vedrà la differenza. Se non ce la fa, si dimetta.

 

Marina Dacci, Egle Prati e tanti altri cittadini



Ci sono 10 commenti

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  1. marco bertani

    Condivido molto della lettera scritta dalla Sig.Dacci. Aggiungo che, in una piccola realtà
    di provincia dove la criminalità organizzata è penetrata anche nel
    tessuto sociale, l’unica possibilità di qualche cambiamento può
    arrivare esclusivamente da una lista civica composta da persone
    illuminate, capaci, serie e coraggiose .Illuminate, per ridar vita ai diversi quartieri della città con iniziative culturali, per esempio, nell’ambito di tutte le arti.
    Capaci, cioè lungimiranti nella gestione non semplice di costi , progetti, proposte con il coinvolgimento di quei cittadini che ancora non si arrendono alle dinamiche e pratiche ambigue a cui da troppi decenni le nostre amministrazioni ci hanno abituato.
    Serie, cioè con la chiara volontà di rendicontare pubblicamente ogni forma di gestione economica di tutte le funzioni proprie di un comune .
    Coraggiose, cioè intenzionate a rivoluzionare il sistema degli appalti pubblici , per esempio nell’eliminare ogni forma di clientelismo, ripulire il sistema delle cooperative, indagare all’interno delle compartecipate etc etc etc..
    A Reggio da decenni vengono illustri Magistrati dalla Calabria a dirci di
    ” svegliarci”,in merito al sistema mafioso (le ‘ndrine sono una delle tre più potenti organizzazioni criminali del pianeta e Reggio ne è intrisa) e alle molteplici forme di malcostume, avvertendoci che ormai siamo in
    una emergenza di irreversibilità.
    A scanso di equivoci, io provengo da una famiglia antifascista e di ispirazione socialista matteottiana.
    Bertani Marco

  2. Roberto Cavatorti

    Condivido pienamente quanto evidenziato dalle signore Dacci Prati.Credo che manchi un piano, una strategia, un progetto per il centro storico. Abito nel quadrilatero e trovo che le iniziative fino qui adottate siano praticamente “cipria”. Occorrono amministratori, manager con background importanti per assumersi responsabilità e decisioni anche impopolari.

  3. kursk

    ma non e’ che Marina Dacci, Egle Prati e tanti altri cittadini hanno una percezione e nulla di piu’…..? E’ inutile, i nostri illuminati riformisti non ci sentono….non lo vedono, non ci arrivano proprio….per loro il problema non sussiste. I nostri allarmi cadono nel vuoto e veniamo additati quali “cassandre faciste”, detto con cadenza nostrana. Di questo loro tragico miopismo (di cui l’Europa intera è largamente pervasa) ne pagheranno le conseguenza forse i lori figli o nipoti….di sicuro i nostri.

    • Roberto Cavatorti

      Il sottoscritto si trova pienamente d’accordo con l’analisi delle Signore Prati Dacci. Credo che per il centro storico manchi una strategia , un piano , un progetto. Le iniziative fino ad ora adottate mi risulta abbiano avuto un risultato modesto “cipria”. Sicuramente occorrono tempi lunghi ma anche amministratori, manager con background professionali importanti per decisioni anche impopolari.

  4. Gianni Vattani

    Signor Paderni……prenda una granita….col caldo l’aiutera’ a vedere le cose in una maniera oggettiva…

  5. Gianni Paderni

    Allora vada la signora Dacci o al limite la signora Prati a fare il sindaco e poi vedremo cosa succede…….

    • MONTRUCCOLI Ugo

      Non conosco ne la Sig. ra Dacci né la Sig. ra Prati ma sicuramente non sfigurerebbero nei confronti dell’attuale sindaco. Purtroppo parliamo di incapacità nel gestire una città.

    • Orbàn Mila

      Io farei volentieri la prova. Magari avrebbe ragione lei, magari anche una risorsa strafatta di Fentanyl farebbe un figurone: chi lo sa?

      • kursk

        Via “Citta’ delle Risorse strafatte” sarebbe un toponimo eccellente, per rimanere su un tema di stretta attualita’…..


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