Ddl Zan, Giovani dem reggiani: chi l’ha affossato si interroghi su propria appartenenza

Lgbt hand

Con il voto segreto, nascondendo la propria responsabilità politica, abbiamo assistito alla morte del DDL Zan in Senato, festeggiata con applausi e grida di trionfo da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Ricorderemo bene questa destra, che continueremo a contrastare, perché è la peggiore degli ultimi anni: conservatrice e contraria ai diritti e all’eguaglianza per tutti.

Non possiamo dimenticare i loro complici di Italia Viva, che per mesi ha chiesto al PD compromessi al ribasso sulle vite e dignità delle persone, strumentalizzando politicamente una legge di civiltà per ammiccare all’elettorato più conservatore.

Ci chiediamo con quale coraggio Renzi – assente al Senato – dichiari dall’Arabia Saudita, dove le persone LGBTQIA sono perseguitate, che la responsabilità è del PD che non ha cercato la mediazione. Col voto sul DDL Zan prendiamo atto che il gruppo parlamentare scelto con perizia da Renzi si è dimostrato lontano dal sentire del Paese.

È il momento che Italia Viva chiarisca la sua posizione sull’appartenenza al centrosinistra, perché i confini sui diritti civili in questo campo sono molto netti.

La misura è colma: basta con ambiguità e trasformismi.

Ci auguriamo che il nostro Partito affronti al suo interno una profonda riflessione sul senso delle azioni di chi ha prestato il fianco alle strumentalizzazioni politiche sul DDL Zan, perché sono state quelle posizioni, e non altre, ad aver indebolito la linea del Partito e della sua comunità che sosteneva la legge.

L’esito doloroso di questo voto segreto ci riporta alla mente quei 101 franchi tiratori che dilaniarono il nostro Partito nel 2013. Il Parlamento non deve essere utilizzato per le trame politiche, convergenze opportunistiche transitorie e congressi di partito, ma è luogo dove le vite delle persone, le loro difficoltà e fragilità sono rappresentate con responsabilità dalla politica.

Sappiamo leggere fra le righe delle dichiarazioni e siamo stanchi dei posizionamenti utili alla propria indennità.

La comunità che rappresentiamo chiede chiarezza e coerenza nel rispetto dei nostri valori, coraggio e radicalità nelle scelte. Nessun passo indietro sui diritti delle persone.

Siamo al fianco della comunità LGBTQIA che insieme a noi è rimasta profondamente ferita.

Non finisce qui, la lotta politica va avanti, per i diritti di tuttə.



C'è 1 Commento

Partecipa anche tu
  1. ZANI

    A QUESTO PUNTO NON RESTA CHE LA RIVOLUZIONE AL GRIDO DI:
    CULATTONI DI TUTTO IL MONDO UNIAMOCI.
    ZAN (O CHI DA LUI DESIGNATO) SARA’ OVVIAMENTE IL LEDER


Invia un nuovo commento