Dalla Spagna a Modena per fiutare la droga

ph©elisabetta baracchi

Ora fa parte a tutti gli effetti della Polizia Locale di Modena e, indossata la divisa d’ordinanza, pettorina con la livrea del Corpo, è pronto a entrare in azione. È Pit, un pastore belga malinois, il nuovo agente assegnato al Nucleo Problematiche del Territorio. Con i due agenti conduttori, costituisce l’Unità cinofila di cui l’amministrazione comunale ha deciso di dotarsi, anche grazie a un finanziamento regionale, come aveva annunciato pochi giorni fa in Consiglio comunale il sindaco, che nella mattinata di mercoledì 23 settembre si è recato al Comando per augurare personalmente buon lavoro alla nuova squadra.

“La sicurezza, anzi le sicurezze declinate al plurale, restano per noi una priorità da perseguire con diversi mezzi: dal controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine al potenziamento della videosorveglianza, dai progetti di riqualificazione urbana alle iniziative di presidio, oltre che di animazione e sostegno sociale. L’unità cinofila – afferma il sindaco Gian Carlo Muzzarelli – intende essere un ulteriore efficace strumento per la prevenzione e il contrasto allo spaccio e al consumo di droghe e in questo dobbiamo prestare un’attenzione speciale a giovani, rafforzando l’azione educativa, ma anche l’attività di controllo e anche in collaborazione con le scuole”.

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L’Unità cinofila potrà essere impiegata per i controlli integrati svolti con il coordinamento della Questura, insieme alle Forze dell’ordine e per controlli autonomi di Polizia locale. Oltre che nelle consuete operazioni antispaccio condotte dal Nucleo Problematiche del Territorio, sarà utilizzata nelle attività di controllo e contrasto all’uso e allo spaccio di sostanze stupefacenti a tutela dei giovani, quindi in prossimità delle scuole medie e superiori o in altri luoghi pubblici frequentati dai giovani, come i parchi, e in particolare nell’ambito del progetto “Scuole sicure” che coinvolge i 12 Istituti superiori cittadini.

Dopo le positive esperienze condotte sino ad oggi avvalendosi della collaborazione di cani antidroga di altri Corpi, il percorso per dotare di un’unità cinofila la Polizia locale di Modena è partito diversi mesi fa, quando la Giunta lo ha approvato dando il via all’acquisizione e all’addestramento del cane da ricerca, oltre che ai lavori per la predisposizione logistica necessaria e la realizzazione del box all’interno del Comando di via Galilei, dove molto presto Pit troverà definitivamente casa. Il progetto è cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito dei contributi volti alla qualificazione dei Corpi di Polizia locale.

Dalla Spagna a Modena per fiutare la droga. Pit (abbreviazione rivisitata di “Peter”, nome con cui è iscritto all’anagrafe canina), il cane da ricerca entrato a far parte dell’Unità cinofila della Polizia locale di Modena, ha circa 14 mesi di età ed è stato acquisito e addestrato da una ditta specializzata che fornisce anche i cani da ricerca alla polizia catalana Mossos de Esquadra. L’addestramento si è svolto quindi in gran parte nel paese d’origine dove gli è stato insegnato a fiutare e trovare un gran numero di sostanze stupefacenti (cocaina, marjuana, eroina, metanfetamine) anche quando ben nascoste. L’iter ha poi subito un rallentamento a causa della pandemia di cui la Spagna ha risentito più a lungo le ripercussioni e la chiusura delle frontiere.

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A Modena il pastore belga è arrivato un paio di settimane fa, dopo un viaggio in auto di oltre mille chilometri, accompagnato dagli istruttori spagnoli e qui ha completato l’addestramento con una full immersion, che gli ha consentito anche di affiatarsi con i due agenti conduttori, per essere pienamente operativo in tutte le situazioni richieste. L’addestramento ha previsto una parte pratica con esercizi in scenari operativi reali e una più teorica per fornire ai conduttori conoscenze sull’olfatto canino, la cura del cane e le nozioni di primo soccorso, anche se per Pit in ogni momento e giorno della settimana sarà disponibile un veterinario.

Gli agenti conduttori dell’Unità cinofila sono Monica Patroncini e Rinaldo Brusca. La prima, operatrice da circa vent’anni in servizio alla Polizia locale, con esperienza specifica in materia di stupefacenti e nell’ambito della polizia giudiziaria, “oltre che un innato amore per gli animali e una grande voglia di mettersi in gioco in un progetto innovativo come quello avviato”, spiega l’ispettore capo Luigi Scannapieco, responsabile del Nucleo problematiche del territorio, che dell’altro conduttore, un giovane in servizio da un anno e mezzo che ha esperienza con animali e cani in particolare, aggiunge: “Ha già avuto modo di dimostrare forte senso di responsabilità e attaccamento al dovere, ed è stato scelto anche nella prospettiva di dare continuità al progetto”.

Nei prossimi giorni sarà quindi possibile vedere l’Unità cinofila al lavoro nei parchi o in altri luoghi pubblici; Pit avrà modo di sperimentare l’attività di ricerca sul territorio dove diventerà di casa, mentre per gli spostamenti ci si servirà della vettura più adatta in dotazione al Corpo, il Range Rover che, appositamente allestito, è ora dedicato all’Unità cinofila.



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