Dalla Regione Emilia-Romagna 10,2 milioni di euro per eliminare le barriere architettoniche nelle case

legge 104 barriere

La Regione Emilia-Romagna ha stanziato complessivamente dieci milioni e 169.000 euro, tra risorse statali e regionali, per l’eliminazione delle cosiddette barriere architettoniche negli edifici e nelle abitazioni private. Le risorse per l’anno 2021 sono destinate ai Comuni e alle Unioni di Comuni per finanziare i lavori edilizi di miglioramento dell’accessibilità negli appartamenti e nelle parti comuni dei condomini: saranno poi gli enti locali ad assegnarle ai cittadini e alle famiglie residenti che ne abbiano fatto richiesta.

Di questa somma 8,2 milioni provengono dal fondo nazionale, il resto è stanziato annualmente dalla stessa Regione Emilia-Romagna attraverso lo specifico fondo regionale, istituito con una legge regionale nel 2013 e che dalla sua attivazione ha permesso di finanziare con oltre 14,4 milioni più di 4.400 interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche in ambito domestico.

Con la ripartizione delle risorse disponibili per quest’anno, effettuata sulla base delle domande arrivate ai singoli Comuni, potranno essere soddisfatte molte delle richieste finite nelle due tipologie di graduatorie comunali, finanziate rispettivamente con il fondo statale e con il fondo regionale. La precedenza sarà data alle situazioni di maggiore gravità (invalidità certificata al 100% e problemi di deambulazione). In particolare lo stanziamento derivante dal fondo regionale (pari a un milione e 905.000 euro) permetterà di soddisfare oltre il 94% delle richieste: complessivamente 708 domande, che riguardano 485 casi di invalidità totale e 223 di invalidità parziale.

Gli interventi ammessi al contributo comprendono le opere edilizie per l’eliminazione delle barriere fisiche (adattamento dei servizi igienici, allargamento delle porte, eliminazione di gradini all’interno dell’abitazione) e l’installazione di attrezzature per il superamento dei dislivelli (ascensori, montascale, pedane elevatrici) e per la sicurezza e la fruibilità degli spazi (videocitofoni e sistemi di automazione per porte e cancelli).

La domanda di contributo deve essere presentata entro il primo marzo di ogni anno dalla persona interessata (o dal tutore, o da chi esercita la patria potestà) al Comune nel quale si trova l’immobile e nel quale la persona eventualmente beneficiaria risiede in modo abituale. L’abitazione non deve essere stata costruita o ristrutturata dopo l’11 agosto 1989.

L’entità del contributo è definita sulla base delle spese effettivamente sostenute e comprovate: se queste ultime risultano inferiori al preventivo presentato, il contributo sarà calcolato sul loro effettivo importo; se al contrario sono superiori, il contributo sarà calcolato sul preventivo presentato. Eventuali acconti al fornitore delle opere possono essere versati anche prima della presentazione della domanda per la concessione del contributo, e rientrare comunque nel computo di quest’ultimo.

Le graduatorie sono parallele: in quella nazionale (nella quale sono 4.018 le domande attualmente presenti), finanziata con risorse statali, i criteri per la formazione della graduatoria comprendono la data di presentazione della domanda e la categoria di invalidità. Hanno la precedenza le domande delle persone con invalidità totale con difficoltà di deambulazione.

Nella graduatoria regionale (nella quale al momento sono presenti 708 domande), invece, finanziata con fondi regionali, i criteri riguardano il valore del reddito Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) del nucleo familiare della persona con invalidità e la categoria di invalidità. Anche in questo caso hanno la precedenza le domande delle persone con invalidità totale con difficoltà di deambulazione.



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