Reggio riscopre i Chiostri di San Pietro.
Il Rinascimento torna ad animare e ad arricchire di bellezza la vita dei reggiani. Lo fa valorizzando uno dei simboli più nobili della sua storia, dopo secoli d’abbandono e di colpevole ignoranza.
Con il nuovo restauro conservativo del monastero benedettino ora il passato rivive nel presente e si proietta nel futuro. Dal cinquecento ad internet, dalla comunione di fede alla coesione sociale, dall’arte alla comunicazione digitale, tutto sembra tenersi e segnare una continuità di espressioni innovative e di valori sociali al servizio della cultura e dell’uomo. L’opera di conservazione e di ristrutturazione dell’immobile e i materiali utilizzati, al di là delle diverse e contrastanti valutazioni tecniche sempre possibili e lecite, ha mantenuto un filo conduttore coerente con la realtà originale e le finalità che l’insieme del progetto si è proposto.

Il partenariato pubblico-privato-comunitario, grazie alla procedura competitiva con negoziazione che ha portato alla designazione del soggetto gestore, ha permesso di passare dalla economia della produzione a quella della conoscenza, mettendo in campo le competenze e le esperienze più significative sulla valorizzazione del patrimonio artistico e sul Welfare di comunità. Innovazione e coesione sociale, digitalizzazione, collaboratorio, co-working, cooperativa di comunità, pedagogia urbana, osservatorio degli impatti sociali, caffetteria, non sono solo titoli ma sfide concrete che le cooperative sociali e i loro consorzi (Quarantacinque e Romero) ed altri soggetti economici privati hanno deciso d’affrontare, avvalendosi delle strutture tecnologicamente innovative predisposte dall’amministrazione comunale e degli spazi aperti antistanti la struttura monumentale.
I lavori sono stati possibili grazie a un finanziamento di 3 milioni di euro della Regione Emilia-Romagna e ad uno comunale pari a 1,2 milioni. Gli spazi nuovi sono stati concepiti per essere flessibili e modulari e per questo in grado di conformarsi a diverse esigenze e a diverse attività.
Gli eventi culturali, le mostre, le iniziative formative, la conoscenza e la promozione del bene architettonico rappresentano l’altra faccia, non meno importante, di un comune percorso che intende collocare Reggio fra le città più rispettose della sua storia e più votate ad abbracciare e governare il futuro.
Come ha affermato il sindaco Luca Vecchi in occasione dell’inaugurazione ufficiale “Questo spazio rinnovato tiene insieme la cultura, la socialità e la storia di Reggio e con questo recupero ha fatto un grande salto di qualità rispetto al suo essere una polarità attrattiva del territorio capace di ospitare tantissimi eventi ed essere luogo della sperimentazione sociale e della creatività”.






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“Rischio di licenziamenti di massa", che poi ,a pensare male, era l'intento iniziale ?...le cause scatenanti il rogo che ha devastato lo stabilimento sono state
Analisi lucidissima da condividere in toto.
Cioè bisognerebbe scendere in piazza per autorizzare moralmente il ns paese nel plaudire il nuovo progetto di esportazione della Democrazia? Non è che magari dopo i […]