La direzione dell’Azienda Usl di Reggio si è detta “esterrefatta” per le affermazioni riportate da alcune sigle sindacali sulle condizioni di lavoro degli operatori della mensa dell’arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, “ne respinge con forza i contenuti […] non riconoscendosi affatto in questa descrizione”.
Reggio. Cucine del Santa Maria Nuova, l’allarme dei lavoratori: “Non ce la facciamo più”
L’Ausl reggiana ha immediatamente replicato alle accuse: “L’azienda pone una cura costante e strutturata nella manutenzione delle attrezzature e nell’organizzazione del lavoro: forni, caldaie e attrezzature di supporto sono oggetto di verifiche periodiche e di interventi programmati, finalizzati a garantire il corretto funzionamento dei macchinari e la sicurezza degli operatori, anche in linea con quanto previsto dal piano Haccp aziendale”. Analogamente, “l’attenzione alla pianificazione delle attività lavorative rappresenta un cardine della nostra operatività”, precisa l’Ausl, “affinché i carichi di lavoro siano distribuiti in modo equilibrato e compatibile con la tutela della salute dei lavoratori”.
Per quanto riguarda l’integrazione a Reggio della produzione dei pasti destinati all’ospedale Franchini di Montecchio, l’Ausl conferma che “ogni eventuale ampliamento delle attività sarà accompagnato da un adeguato potenziamento dell’organico”. Tale rafforzamento “è già stato previsto e rientra in una valutazione complessiva dei fabbisogni, condotta con spirito di responsabilità e con la consapevolezza della rilevanza del servizio offerto”.
Ad oggi, spiega la direzione aziendale, al personale della cucina dell’ospedale di Reggio sono assegnati turni di 7 ore per quattro giorni lavorativi e un giorno di riposo; a breve l’organico sarà rinforzato da undici dipendenti provenienti dalla cucina di Montecchio, al termine del confronto con le organizzazioni sindacali.
Per l’Ausl reggiana “è opportuno inoltre chiarire che la valutazione dei rischi è oggetto di costante aggiornamento”. Il processo di revisione del Documento di valutazione dei rischi “è continuo e si fonda anche sull’evoluzione delle procedure operative, che vengono periodicamente migliorate per tenere conto dei cambiamenti organizzativi, tecnologici e strutturali intervenuti negli anni. In questo contesto, ogni nuova esigenza o variazione delle attività viene attentamente analizzata, così da assicurare l’allineamento del documento alla realtà quotidiana del servizio”.
L’azienda sanitaria, inoltre, conferma la “piena disponibilità” a collaborare con i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) e con il Servizio di prevenzione e protezione: “Tale collaborazione è già oggi proficua, costante e improntata alla massima trasparenza, e rappresenta un elemento consolidato del nostro sistema di gestione della salute e sicurezza. Ad oggi non si registrano criticità nei rapporti con tali figure, che anzi costituiscono un riferimento essenziale per il confronto e il miglioramento continuo”.
L’Ausl reggiana, in conclusione, si è detta “come sempre aperta al dialogo e disponibile a ogni confronto costruttivo finalizzato a valorizzare il lavoro svolto quotidianamente dagli operatori e a garantire un servizio efficiente, sicuro e all’altezza delle esigenze dell’utenza”, concedendosi però una stoccata finale: “Il confronto con le organizzazioni sindacali, ritenuto utile e indispensabile, pur nel rispetto delle reciproche posizioni, non può prescindere da una rappresentazione fedele alla realtà”.






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