Crisi del centro a Reggio, Fratelli d’Italia: “Non serve la magia, serve competenza”

centro storico Reggio Emilia vista media alto – CoRE

A Reggio Emilia continua a tenere banco la crisi, sempre più evidente, del centro storico. Il Comune sta tentando di studiare qualche contromossa, ma difficilmente la situazione migliorerà, almeno non nel breve o brevissimo termine. E così, in questo clima politico, basta una frase per scatenare le opposizioni.

È il caso di quel “Non abbiamo la bacchetta magica”, pronunciato lo scorso 17 febbraio dal sindaco Massari durante l’ultimo appuntamento di “Fuori dal Comune” (l’iniziativa di ascolto del territorio che ogni mese porta la giunta a confrontarsi con i quartieri e le frazioni della città) in risposta a chi lamentava il persistere di situazioni di degrado e insicurezza nell’esagono.

“Non è una spiegazione: è una resa, la confessione di un fallimento politico e amministrativo”, tuona Cristian Paglialonga, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale: “Quelle parole suonano come un’ammissione di impotenza di fronte ai problemi reali di sicurezza, degrado e desertificazione commerciale. È un alibi per coprire immobilismo e incapacità. La verità è semplice: non serve magia, servono capacità e volontà politica”.

“Questa giunta, in 18 mesi, ha fatto l’opposto: ha sottovalutato il problema, cercato scuse e respinto ogni proposta concreta dell’opposizione per pura arroganza politica, mentre ha speso altri 46.000 euro di soldi pubblici per studi affidati a società esterne che riprendono idee già contenute nei nostri atti e già trasmesse all’amministrazione dalle associazioni di categoria presenti sul territorio. Risorse che potevano essere destinate a sicurezza reale, come l’assunzione di un agente di polizia locale in più. Intanto il centro storico si svuota, i negozi chiudono e i residenti si sentono sempre meno sicuri”.

Sulla stessa linea anche la consigliera comunale di Fratelli d’Italia Letizia Davoli: “Questa amministrazione ha reso il centro storico sempre più insicuro e trascurato, ignorando le richieste di residenti e commercianti che chiedono interventi concreti su pulizia, parcheggi e sicurezza. Mentre i cittadini segnalano problemi reali, la giunta preferisce spendere risorse in studi e consulenze che non producono risultati. È il segno evidente di un’amministrazione distante dalla realtà e priva di visione”.

“Il centro storico non muore per fatalità”, conclude Paglialonga, “ma per responsabilità politiche precise. Se l’amministrazione ha finito le soluzioni ed è costretta a rifugiarsi negli slogan, allora abbia almeno il coraggio di ammettere il fallimento e cambiare rotta. I cittadini meritano risposte, non giustificazioni. Senza sicurezza il centro non tornerà a vivere, né per i cittadini né per i visitatori”.



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