La Romagna accelera, Bologna conquista il podio nazionale e Modena conferma la propria forza economica. Reggio Emilia cresce più della media italiana, ma resta dietro alle province più dinamiche della regione. È il quadro che emerge dall’analisi Unioncamere-Centro studi Tagliacarne sul valore aggiunto del 2025: l’Emilia-Romagna è prima in Italia per incremento, con un +2,99% (contro il +2,30% nazionale), ma al suo interno le velocità sono diverse.
Il risultato più brillante arriva dalla Romagna. Rimini è prima tra tutte le province italiane con +3,92%, Ravenna quarta con +3,29%, Forlì-Cesena ottava con +3,09%. Tre province nelle prime otto posizioni: un successo territoriale diffuso, che accompagna il primato regionale.
Bologna si inserisce al terzo posto nazionale con +3,39% e unisce alla crescita sostenuta un livello elevato di valore aggiunto per abitante: 47.030 euro, terzo risultato italiano dopo Milano e Bolzano. Il capoluogo emiliano-romagnolo emerge quindi per entrambe le misure: capacità di accelerare e consistenza dell’economia.
Modena conferma un’altra posizione di forza: è quarta in Italia per valore aggiunto pro-capite, con 45.556 euro, circa il 32,8% sopra la media nazionale. Nella graduatoria della crescita occupa il diciassettesimo posto con +2,85%. Il suo valore aggiunto complessivo raggiunge i 32,3 miliardi di euro, sostenuto da una struttura industriale che continua a caratterizzarne il profilo.
Per Reggio il bilancio è meno brillante. Il suo +2,82% vale il diciottesimo posto nazionale, ma soltanto il settimo regionale: davanti restano tutta la Romagna, Bologna, Piacenza e Modena. Il distacco da quest’ultima è minimo, appena tre centesimi di punto; più significativa è la distanza dal passo bolognese e dai risultati romagnoli. Reggio supera la media italiana, ma cresce meno dell’Emilia-Romagna nel suo complesso.
Anche il decimo posto nazionale per valore aggiunto pro-capite, pari a 42.014 euro, descrive una provincia economicamente solida senza attribuirle un ruolo di traino. Bologna, Modena e Parma mantengono livelli superiori. Il patrimonio produttivo reggiano resta consistente, ma la dinamica annuale appare più debole nel confronto con i territori regionali più avanzati.
Occorre precisare che le variazioni sono calcolate a prezzi correnti: comprendono l’effetto dei prezzi e non equivalgono alla crescita reale. Il confronto territoriale restituisce comunque una gerarchia chiara. La Romagna firma il risultato più dinamico, Bologna combina crescita e valore prodotto per abitante, Modena conserva una posizione di vertice. Reggio tiene, ma in questa fotografia segue più di quanto trascini.
La graduatoria completa delle province emiliano-romagnole per crescita del valore aggiunto nel 2025 (rispetto al 2024) è dunque questa: Rimini prima in Italia (+3,92%), Bologna terza (+3,39%), Ravenna quarta (+3,29%), Forlì-Cesena ottava (+3,09%), Piacenza undicesima (+3,04%), Modena diciassettesima (+2,85%), Reggio diciottesima (+2,82%), Parma cinquantacinquesima (+2,16%), Ferrara settantacinquesima (+1,86%).






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