Covid. Reggio, aumento morti con picchi oltre il 70% nei periodi di ondate pandemiche

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E’ scesa di 3.260 unità, nel 2020, la popolazione reggiana. Un dato sul quale hanno inciso il basso numero delle nascite (3.783 i nuovi nati), gli spostamenti in altre aree (il saldo fra iscritti e cancellati per migrazione è negativo per 704 unità) e un numero di decessi (6.339) drammaticamente implementato dagli effetti della pandemia.
La popolazione reggiana è così passata, secondo l’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio sui dati recentemente diffusi dall’Istat, dai 529.609 residenti del 1° gennaio 2020 ai 526.349 della fine dell’anno.

La disaggregazione per mese permette di osservare come l’andamento dell’epidemia abbia inciso sull’andamento demografico provinciale. Nei mesi di marzo e aprile, contraddistinti da una rapidissima ascesa dei contagi, i decessi hanno registrato una impennata se confrontati con lo stesso periodo di un anno prima: +70% in marzo, passando dai 487 del 2019 agli 828 del 2020, e +72% in aprile (da 448 a 770); un aumento del 70,7% segna anche il confronto tra i mesi di marzo e febbraio 2020 (828 contro 485).

Da maggio ad agosto si è poi registrato un rallentamento dei contagi per effetto delle misure di contenimento adottate con il lockdown, determinando anche una flessione del numero dei decessi che, in quei mesi, hanno superato di poco le 400 unità.
La seconda ondata epidemica, a partire dalla fine di settembre 2020, ha portato ad un nuovo incremento dei decessi, che nei mesi di novembre e dicembre hanno quasi raggiunto le 600 unità.

Il calo della popolazione reggiana è stato poi acuito dalla diminuzione delle nascite nella nostra provincia: il numero dei nati, scendendo a 3.783 unità nel 2020, ha raggiunto un minimo mai registrato dall’inizio del ventunesimo secolo; dopo che gli iscritti in anagrafe per nascita sono cresciuti fino ad arrivare ai 5.842 del 2010, dall’anno successivo si è osservata una continua diminuzione.

Nel caso delle nascite i mesi del 2020 in cui si sono registrati i valori più bassi sono stati aprile e maggio (rispettivamente 280 e 276); nei mesi successivi si sono registrati aumenti che hanno riportato su valori compresi fra 308 e 335 nascite mensili, prima della nuova diminuzione registrata in dicembre (299 unità).

Anche l’andamento migratorio – con saldo negativo – ha determinato l’ulteriore calo della popolazione residente in provincia di Reggio Emilia. I movimenti tra comuni si sono drasticamente ridotti durante la prima ondata (403 le iscrizioni di aprile e 728 le cancellazioni, con un saldo di -325 unità) a causa del lockdown di marzo che ha ridotto al minimo la mobilità, che è poi ripresa in maggio con un saldo positivo pari a +222 unità. Si sono infine registrati saldi negativi fra iscritti e cancellati dall’anagrafe nei mesi di luglio (-131) e da settembre a dicembre, con valori consistenti soprattutto in ottobre (-136) e novembre (-176).



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