Correggio, uomo di 32 anni gambizzato nell’area del campo nomadi

bossolo

Intorno a mezzogiorno di sabato 20 aprile un uomo di 32 anni è stato ferito alla gamba da alcuni colpi d’arma da fuoco esplosi da un soggetto ancora da identificare nell’area del campo nomadi di via Sinistra Tresinaro, a Correggio. Il campo attualmente ospita una cinquantina di persone sinti. La vittima dell’aggressione, portata in ospedale per ricevere le cure del caso, non è in pericolo di vita.

Subito dopo il violento episodio sono arrivati sul posto gli agenti della squadra mobile, chiamati ora a ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e individuare il responsabile del ferimento.

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Per la deputata di Forza Italia Benedetta Fiorini, vicecommissario del partito in Emilia-Romagna, “non si tratta di un campanello d’allarme, ma dell’ultimo atto di un’escalation di illegalità crescente che da tempo ci preoccupa e che non viene affrontata con la giusta fermezza dall’amministrazione comunale che, oltre alla manutenzione, deve garantire la sicurezza dell’area nel rispetto delle regole”.

“Più volte le forze dell’ordine di Correggio e della vicina Carpi sono intervenute per recuperare refurtiva o effettuare degli arresti e questo la dice lunga sul senso di impunità che vige nella zona. Il ferimento di una persona, colpita con un’arma da fuoco, è un fatto gravissimo che non può e non deve essere derubricato a “singolo episodio”. Il campo nomadi è di proprietà del Comune di Correggio e noi non possiamo tollerare che lì si generino e propaghino queste sacche di illegalità”.

Forza Italia, ha aggiunto la deputata Fiorini, “chiede da anni il superamento dei campi con l’avvio di una corretta integrazione nel rispetto delle regole che valgono per tutti i cittadini. Bisogna intervenire prima che la situazione sfugga di mano: la presenza delle forze dell’ordine è un passo ma da solo non può bastare; ai controlli vanno sommate misure utili e mano ferma al fine di prevenire il verificarsi di questi atti di violenza. Come Forza Italia continueremo la nostra battaglia in Parlamento per sostenere una nuova legislazione nazionale che proibisca la nascita di aree come questa, dove non è ammissibile che non possano essere garantite legalità e sicurezza”.



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