Corniglio. Si perde a 1.800 metri con zero gradi, ritrovata e salvata 26enne

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Avventura terminata fortunatamente a lieto fine per una escursionista di 26 anni residente in provincia di Parma che, nel pomeriggio di domenica 10 ottobre, ha perso l’orientamento nella zona compresa tra i Lagoni e il Monte Sillara, nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.

La ragazza è partita insieme al proprio cane nel primo pomeriggio di domenica per un’escursione a piedi: dopo le ore 18 ha però allertato il gestore del Rifugio Lagoni, comunicando che aveva alcune difficoltà di orientamento, oltre alla paura di muoversi al buio che, entro un paio di ore, sarebbe arrivato.

Il rifugista ha così allertato i tecnici del Soccorso Alpino, arrivato sul posto. Negli ultimi istanti di telefonata, prima che la batteria scarica del telefono interrompesse le comunicazioni, la ragazza aveva spiegato di trovarsi nei pressi delle Capanne di Lago Scuro, quindi poco a monte del Rifugio: in realtà, la giovane si trovava in una posizione molto più distante, vicino ai Laghi del Sillara, a quasi 1.800 metri di quota e a circa due ore di cammino dalla prima strada carrozzabile.

I tecnici del Soccorso Alpino, conoscendo la zona, hanno capito dalla descrizione fornita che alcuni riferimenti avevano tratto in inganno la giovane. Hanno così deciso di alzarsi su una cresta aerea in zona Rocca Pumacioletto, dove fortunatamente l’escursionista ha avvistato la luce delle torce frontali dei soccorritori e ha iniziato ad urlare richiamando l’attenzione. I tecnici del SAER l’hanno così raggiunta: fortunatamente la ragazza non aveva problemi di tipo sanitario, ma era solamente infreddolita, a causa delle temperature che nella zona hanno sfiorato lo zero. La ragazza è stata ricondotta, insieme al proprio cane, fino al parcheggio del Rifugio poco prima di mezzanotte, dove ad attenderla vi erano i Carabinieri Forestali che le hanno offerto generi di conforto prima di accompagnarla alla propria auto.