Israele-Gaza, Coop contro Coop (Alleanza): “Il diritto al boicottaggio spetta ai consumatori, non alle imprese”

Gaza Cola tra i fiori

Si sta profilando un contrasto tutto interno al mondo Coop – con la C maiuscola – sul fronte del boicottaggio dei prodotti israeliani.

A innescare il tutto è stato l’annuncio di qualche giorno fa di Coop Alleanza 3.0, la principale tra le cooperative di consumatori aderenti al sistema Coop, che ha deciso di rimuovere dagli scaffali dei suoi punti vendita alcuni prodotti alimentari provenienti da Israele nonché i prodotti dell’azienda israeliana Sodastream come “segnale di coerenza” rispetto alla posizione del gruppo cooperativo su quanto sta accadendo in Medio Oriente, e in particolare nella striscia di Gaza.

Non solo. Per lo stesso motivo, già da metà giugno Coop Alleanza 3.0 aveva deciso di inserire nel suo assortimento la Gaza Cola: una bevanda in lattina, espressione di un progetto al 100% di proprietà palestinese, le cui vendite secondo la società produttrice contribuiranno a finanziare la ricostruzione di un ospedale nella striscia di Gaza.

Dopo qualche giorno, però, è arrivato lo stop di Coop nazionale, che ha bacchettato (pur senza mai nominarla) Coop Alleanza 3.0: “Boicottare prodotti in ragione della loro provenienza è un diritto dei consumatori in base alle proprie opinioni e sensibilità, non spetta alle imprese”, ha chiarito l’insegna della grande distribuzione organizzata, sottolineando che “Israele non fa eccezioni alla policy di Coop nazionale, come ribadito nella riunione della presidenza di Ancc (Associazione nazionale cooperative di consumatori)”.
“Anche in tempi di guerra – prosegue la nota ufficiale – Coop sostiene la centralità del dialogo e dell’aiuto rivolgendo un appello al governo italiano perché ci si adoperi con il massimo impegno a riaprire i corridoi umanitari verso la striscia di Gaza; condizione indispensabile per avviare un’imponente raccolta di cibo e altri aiuti su cui le cooperative di consumatori dichiarano sin da ora la loro completa disponibilità rivolgendosi anche a tutta la moderna distribuzione per una mobilitazione collettiva”.