La presa di posizione “ufficiale” dell’amministrazione comunale di Reggio sull’arrivo in città del controverso cantante statunitense Ye (meglio noto come Kanye West, il suo precedente nome), atteso il prossimo 18 luglio alla Rcf Arena al Campovolo per l’unica data italiana del suo tour, ha fatto emergere quello che sembra essere a tutti gli effetti l’ennesimo “caso” politico tutto interno alla giunta Massari.
A rimarcare la dissonanza è anche Forza Italia: “Diciamolo chiaramente: questa vicenda è ridicola. Ci si divide come se dovessimo decidere le sorti della civiltà occidentale, quando parliamo semplicemente di un concerto organizzato da privati. Ma il ridicolo raggiunge l’apice quando guardiamo all’amministrazione comunale. Il vicesindaco de Franco dichiara entusiasta che la Rcf Arena ‘ha fatto una gran scelta’, parla di ‘evento di portata europea’ e di ‘motivo di soddisfazione per l’amministrazione’; il sindaco Massari come sempre cade dalle nuvole e prende platealmente le distanze dall’artista, si inchina all’Anpi, e ribadisce la ‘profonda distanza’ della città dai valori dell’artista Ye”.
Per il partito forzista “non è governo, è un teatrino dell’assurdo. Un sindaco, che sappiamo essere politicamente commissariato, che smentisce pubblicamente il proprio vicesindaco; una giunta divisa che offre lo spettacolo imbarazzante di chi cerca di stare contemporaneamente da tutte le parti: rassicura l’Anpi, ammicca agli organizzatori, annuisce con i critici, strizza l’occhio ai sostenitori. Il risultato? Una maggioranza che non governa, che gestisce male solo le proprie contraddizioni interne”.
Lo smacco peggiore, secondo il coordinatore cittadino del partito Luca Vezzani, la vicecoordinatrice Mariarosaria Tedesco, il consigliere provinciale Giuseppe Pagliani e il segretario provinciale Gianluca Nicolini, “lo si è avuto con la consegna del Primo Tricolore all’Albanese, facendo una figura ridicola di fronte a tutta l’Italia. Ma sappiamo distinguere: un premio comunale è un atto istituzionale che porta la firma della città, un concerto privato all’Rcf Arena no. Reggio non è il Ministero della cultura popolare. Non dobbiamo certificare la purezza morale di ogni artista che passa di qui. Non siamo chiamati a decidere cosa i cittadini possano o non possano ascoltare. Questa pretesa è grottesca e volgarmente ideologica”.
L’evento di metà luglio, per Forza Italia, “porta grande affluenza, visibilità internazionale, ricadute economiche positive e concrete per albergatori, ristoratori, commercianti. Ma soprattutto pone fine a questa farsa in cui ogni manifestazione culturale diventa un caso di coscienza collettiva da gestire con doppiezze e contraddizioni interne alla giunta. Un’amministrazione seria non trasforma ogni evento in un dramma esistenziale, non fa dibattiti filosofici su eventi musicali, non mette in scena divisioni interne alla maggioranza su questioni che non competono al Comune, ma lascia che le persone decidano da sole, come in qualsiasi democrazia compiuta”.
Anche questa vicenda, secondo il partito berlusconiano, “dice tutto della confusione politica di questa amministrazione: incapace di governare, divisa al proprio interno, ossessionata dal calo del consenso, terrorizzata dall’idea di scontentare qualcuno. Il sindaco Massari non guida, improvvisa e cerca di galleggiare. Reggio merita di più, e meno l’amministrazione interviene, meglio è per il bene di tutta la città”.






Il sindaco, che non gode certo della simpatia del sottoscritto, s’inchina all’ANPI, mentre Forza Italia s’inchina al nobile principio “l’importante è fare soldi”, in linea con i grandi ideali del suo fondatore. Albergatori che triplicano, o forse più, i prezzi? tutto è lecito secondo la legge della domanda dell’offerta. Masse giovanili che crescono senza valori etici, attratti dal fascino della violenza? la colpa è della scuola che non educa non certo di un innocuo pseudo cantante con la svastica sulla maglietta. I milioni di ebrei sterminati da Hitler? già dedichiamo loro il giorno della memoria ogni anno. Forse i politici dovrebbero ripassare la teoria sui “corsi e ricorsi storici”. Da destra a sinistra si trincerano tutti sul “è un concerto organizzato da privati”. Poi si meravigliano dell’astensionismo, con lo squallore che dimostrano, da destra a sinistra, il partito dell’astensione è l’unico decente.