Avranno anche una “coda” giudiziaria alcuni dei commenti d’odio e di scherno apparsi online sotto i video – circolati molto nelle ultime 24 ore – del giovane uomo straniero in evidente stato di alterazione psicofisica che mercoledì 25 marzo si aggirava completamente nudo in mezzo alla strada sulla circonvallazione di Reggio Emilia e in viale Umberto I.
A rendere la cosa ancora più grave c’è il fatto che alcuni di questi commenti, che prendevano di mira soprattutto Marwa Mahmoud, assessora alle politiche educative del Comune di Reggio, sono stati pubblicati (e poi cancellati, ma quando ormai erano già stati “screenshottati” a imperitura memoria) a nome di Reggio Civica, l’associazione che fa capo al consigliere comunale reggiano Giovanni Tarquini e al collega di lista civica Carmine Migale.
Uno di questi, in particolare, recitava così: “Portateli in ufficio dalla Marwa che lo accarezza e lo coccola”; altri erano più o meno dello stesso tenore, tirando in ballo in quei casi anche il sindaco Marco Massari.

L’assessora Mahmoud, però, nonostante la cancellazione di alcuni di questi commenti non sembra intenzionata a lasciar passare tutto in cavalleria, anzi. “Ora basta”, ha scritto sui suoi profili social, annunciando di voler procedere per vie legali: “Il web non può essere una zona franca. Procederemo con le denunce alle autorità competenti. La libertà di parola non è libertà di umiliare, disumanizzare, colpire”. E ancora: “Le cose vanno chiamate con il proprio nome. Usare quella sofferenza (quella dell’uomo nudo, ndr) per colpire politicamente qualcuno è sciacallaggio”.
“Reggio non è una città razzista”, ha concluso l’assessora, “e chi fomenta la paura non ha capito niente della nostra comunità”.
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