Campagnola. Picchia, chiude in casa e violenta la compagna: arrestato

carabinieri denuncia maltrattamenti comandante stazione – CC

I carabinieri di Campagnola Emilia hanno denunciato un uomo di 34 anni di nazionalità marocchina con l’accusa di maltrattamenti contro familiari e conviventi, induzione all’uso di sostanze stupefacenti e lesioni personali: secondo le indagini il trentaquattrenne, spesso sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, maltrattava la compagna convivente, costretta a subire continue vessazioni e violenze verbali, fisiche e in alcuni casi anche sessuali.

Un “campionario” ormai tristemente noto in storie del genere: schiaffi e pugni in testa, calci, dita negli occhi, strette ai polsi, sputi in faccia; e poi minacce, anche di morte, brandendo cutter, cacciaviti e forbici (“ti ammazzo”, “faccio male ai tuoi figli”); un controllo ossessivo sulle frequentazioni della compagna, la cancellazione dei contatti dal suo cellulare, la pretesa che parlasse al telefono in vivavoce (persino con la madre) per poter ascoltare quello che veniva detto. E poi scatti d’ira improvvisi, in cui l’uomo rompeva qualsiasi oggetto si trovasse davanti (tv, lampadari, cellulare).

Una relazione, quella tra i due, caratterizzata da una sostanziale sudditanza psicologica della donna rispetto al compagno. Per mesi, secondo quanto emerso, l’uomo l’avrebbe di fatto segregata in casa, chiudendola spesso a chiave in camera da letto, facendola uscire solamente per cucinare, pulire e andare in bagno, umiliandola e facendole mangiare avanzi di cibo da un piatto appoggiato sul pavimento, dicendole: “Mangia, cane”. In un’altra circostanza, l’avrebbe costretta – sotto minaccia – a fumare crack, facendole credere che fosse altro, per poi dirle la verità solo dopo una settimana.

E poi le numerose violenze. In un’occasione il trentaquattrenne l’avrebbe afferrata per la gola dicendole: “Io sono il tuo padrone, voi donne dovete ubbidire”. Un’altra volta l’avrebbe legata a un termosifone con una prolunga elettrica, per impedirle di allontanarsi; in almeno due occasioni, poi, l’avrebbe costretta a subire un rapporto sessuale completo contro la sua volontà, colpendola alla testa e schiaffeggiandola se provava a ribellarsi.

Quando la donna gli ha chiesto di andare via, il compagno l’ha prima colpita con uno schiaffo in faccia, poi con due violenti pugni: uno in bocca (che le ha fatto cadere un dente) e un altro in testa, che l’ha fatta svenire. Dopodiché, l’uomo l’avrebbe costretta a salire in macchina, e durante il tragitto avrebbe cercato più volte di buttarla fuori dall’auto in corsa. In altre occasioni, l’avrebbe aggredita fisicamente con tanta violenza da farla finire in ospedale.

Al termine delle indagini, e sulla base di quanto emerso, il giudice per le indagini preliminari ha optato, su richiesta della Procura di Reggio Emilia, per un’ordinanza di custodia cautelare in carcere: il trentaquattrenne è stato quindi arrestato dai carabinieri di Campagnola e portato nella casa circondariale di Reggio.



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