La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dagli avvocati dei tre cittadini di nazionalità pakistana – un uomo di 37 anni, il fratello 48enne e il cugino 50enne – residenti a Boretto, nella Bassa Reggiana, e finiti a processo nel 2019 per maltrattamenti in famiglia, confermando dunque la sentenza di condanna in appello: quattro anni e quattro mesi di reclusione per il 37enne, due anni e otto mesi per gli altri due parenti.
I tre uomini sono stati arrestati e condotti in carcere dai carabinieri borettesi subito dopo che la sentenza è diventata esecutiva.
Le indagini avevano preso il via da una segnalazione dei servizi sociali, che avevano rilevato la scarsa collaborazione e l’omertà delle vittime, terrorizzate dalle possibili ritorsioni da parte dei tre uomini violenti. All’epoca dei fatti l’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore di Reggio Maria Rita Pantani, aveva infatti accertato come i tre uomini – che abitavano nello stesso immobile con i rispettivi nuclei familiari – si fossero resi protagonisti (in concorso morale e materiale tra loro, anche aizzandosi a vicenda) di violenze fisiche e psicologiche ai danni delle mogli e dei figli minori, complessivamente una decina considerando le tre famiglie.
Le indagini avevano fatto emergere episodi di violenza, attacchi d’ira per futili motivi, vessazioni, schiaffi, pugni in testa e aggressioni con oggetti come bastoni e sedie; nonostante le lesioni riportate in diverse occasioni dalle donne e dai figli, inoltre, i mariti avrebbero anche lesinato sui medicinali, non concedendo alle vittime di curarsi adeguatamente.






Ultimi commenti
Sottoscrivo tutto in ogni punto di quanto scritto!!
Per un reato di questo tipo nella sua splendida terra di origine a quale cura sarebbe sottoposto?
...zzo! Pare che nei reparti del T.S.O. s'avverta un fremito di spaesamento: e adesso dove andranno a pescare i picchiatelli? Forse i pochi neuroni disponibili