La Corte d’appello di Bologna ha respinto il ricorso presentato dal Ministero dell’istruzione contro una sentenza del tribunale del lavoro felsineo, che lo scorso dicembre aveva condannato il Miur a corrispondere un risarcimento danni di 930.258 euro a favore dei figli della professoressa Olga Mariasofia D’Emilio, deceduta di mesotelioma nel febbraio del 2017 dopo essere stata esposta per anni a fibre di amianto nell’edificio scolastico in cui lavorava.
La docente aveva lavorato per nove anni – dal 1981 al 1990 – alle dipendenze del ministero nella scuola media Farini di Bologna. Il mesotelioma fu diagnosticato all’insegnante nel maggio del 2002 ed è stato ricondotto all’esposizione al pericoloso materiale, presente nelle strutture e nei laboratori di chimica e fisica dell’istituto scolastico emiliano: per questo motivo D’Emilio aveva ottenuto dall’Inail il riconoscimento di malattia professionale.
Nel 2007 la docente aveva iniziato la procedura giudiziaria per ottenere il risarcimento dei danni, arrivato tuttavia solo cinque anni dopo la sua morte. Secondo l’Ona (Osservatorio nazionale amianto) si tratta della prima condanna del Ministero dell’istruzione per la presenza di amianto negli istituti scolastici italiani.






Ultimi commenti
Ah i tavoli di confronto, i gruppi di lavoro, per non parlare del raccordo fra le istituzioni! Un'autentica libidine socio.psico.educativa degna delle prime innovazioni annunciate […]
Ho avuto modo, come fornitore, di vivere i dietro le quinte di alcune Feste Reggio negli anni 90, a lungo frequentate solo come visitatore. Ho […]
Svegliatevi, reggio era un paradiso 30 anni fa, ora è un cesso a cielo aperto, continuate a votarli questi indegni di sinistra, vi hanno preso
Che figura pessima, mi auguro che si scusi con i contribuenti che pagano il suo lauto ed immeritato stipendio. Mi auguro che i Reggiani si
Andate in Consiglio Comunale e vedrete che Prandi si dà una regolata altrimenti che vada a casa