È ricoverato in gravi condizioni nel reparto di rianimazione dell’ospedale Maggiore di Bologna l’uomo di 67 anni di nazionalità cinese che nella mattinata di giovedi 8 luglio, poco prima delle 7, ha accoltellato la moglie (una connazionale di 64 anni) usando una lama da cucina e poi ha cercato di togliersi la vita in un appartamento di via Arnaud, alla periferia di Bologna.
L’uomo è stato sottoposto a un intervento chirurgico per le ferite autoinflitte. Una volta ricostruita la dinamica dei fatti, è stato denunciato dai carabinieri con l’accusa di lesioni personali aggravate dall’uso di un’arma da taglio.
In base alle prime indagini dei militari della stazione Bologna Navile, coordinati negli accertamenti dal pubblico ministero Marco Martorelli, il violento epilogo sarebbe arrivato improvvisamente al culmine di una lite scoppiata tra marito e moglie. La donna ha cercato di difendersi dall’aggressione, tanto da riportare numerosi tagli anche sulle mani: accompagnata in ospedale dal 118 per essere medicata, per lei la prognosi parla di oltre 20 giorni per una completa guarigione.
Assieme alla coppia, che vive in Italia da una decina d’anni, al momento dell’aggressione nell’abitazione era presente anche il nipote di 12 anni, che ha cercato di fermare il nonno.






Ultimi commenti
Già, è un sintomo della levatura e dell' acume dell' esimio politico!
Bla bla bla/glu glu: chi beve di più?!? Per prudenza, meglio aspettare...
Il "centralismo democratico" fa ancora scuola. Dopo aver discusso, anche per molto tempo, si sceglie quello che la maggioranza del partito vuole. Anche contro coscienza.
Secondo la collaudata e marmorea Kim Jong un theory. In alternativa miniera.
Quelle braccia rubate all'agricoltura, in attesa che molti estimatori lo gratififichino con uguali squallidi commenti se mai volesse privarci della sua presenza, potrebbero nell'attesa