La Conferenza territoriale sociale e sanitaria (Ctss) reggiana ha espresso parere favorevole sul bilancio di previsione 2025 dell’Azienda Usl Irccs di Reggio, che evidenzia uno squilibrio di 103,298 milioni di euro.
Per Giuseppe Pagliani, consigliere provinciale di Forza Italia, “le dichiarazioni dell’Ausl di Reggio, per cui tale ammanco è ‘in linea’ con quello delle altre aziende sanitarie regionali, non dovrebbero rassicurare i reggiani. Piuttosto, dovrebbero sollevare ulteriori interrogativi sulla sostenibilità economica del sistema sanitario locale e regionale, i cui problemi sistematici sono puntualmente messi a nudo dalla pubblicazione dei bilanci, infatti è dal 2022 che i conti sono puntualmente in rosso. Peraltro le risposte alle esigenze dei territori, lo smantellamento degli ospedali della provincia, le lunghe liste di attesa rimangono assolutamente inadeguate rispetto ai bisogni dei reggiani”.
La nota dell’Ausl, ha sottolineato Pagliani, “che insiste su una lettura ‘prudenziale’ dei conti e sul rapporto costi potenziali-ricavi certi, suona più come un maldestro tentativo di legittimare lo squilibrio, nascondendo il problema strutturale. In questo contesto, l’enfasi sull’aumento dei costi farmaceutici, per il personale e per le utenze appare più come una giustificazione ex ante che una pianificazione proattiva, tant’è che l’azienda sanitaria locale ne prende atto, senza fornire alcuna risposta concreta al problema”.
“La fiducia nella futura redistribuzione del Fondo sanitario nazionale e nelle risorse regionali per non collassare è comprensibile: d’altro canto, è dal 2023 che vengono distratti fondi straordinari per il riassorbimento del disavanzo, a scapito dell’implementazione dei servizi, nonostante il ‘salasso’ di oltre 420 milioni di nuovi prelievi di imposte regionali imposto maldestramente da de Pascale e dalla giunta di sinistra della Regione”.
Eppure, ha evidenziato ancora il consigliere provinciale di Forza Italia, “l’amministrazione locale promette l’ampliamento dei servizi per non autosufficienti e più attenzione alla qualità dell’assistenza territoriale. Banco di prova sarà la capacità dell’Ausl di mantenere tali impegni nonostante i limiti crescenti nella disponibilità di risorse umane e finanziarie. Più che chiedere al pubblico di ‘non leggere aritmeticamente’ il bilancio preventivo, occorrerebbe affrontare con trasparenza i problemi sistematici del sistema sanitario locale, ovvero che non è sostenibile, nel medio-lungo periodo, un modello che ogni anno parte con un disavanzo multimilionario”.







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