Regione, Aula approva Defr 2021-2023

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Via libera in Aula al Defr, il Documento di economia e finanza regionale 2021-2023. Il documento di programmazione economico-finanziaria della Regione (relatore maggioranza Luca Sabattini con Maura Catellani per la minoranza) ha trovato il sì di Pd, ER Coraggiosa, lista Bonaccini ed Europa verde e il voto contrario di Lega, Fdi, Fi, Rete civica, M5s e Gibertoni (Misto).

Il dibattito. Le criticità del Defr al centro dei commenti della Lega, che con l’intervento di Emiliano Occhi ha evidenziato la necessità di investire sulle energie rinnovabili, sull’idroelettrico, sui bacini idrici artificiali e sullo smaltimento dei rifiuti: “Bisogna anche accelerare sulla semplificazione, che può avvenire solo con un rinnovo di competenze dell’apparato tecnico delle pubbliche amministrazioni.” Fabio Bergamini ha sottolineato invece l’importanza di valorizzare i percorsi di reinserimento lavorativo dei detenuti: “I risultati non sono incoraggianti, avvicinarsi al lavoro in carcere è ancora un miraggio. Così la tensione sale, lo abbiamo visto nelle rivolte durante la pandemia e nelle difficoltà degli agenti penitenziari.” Massimiliano Pompignoli si è concentrato sull’importanza di mettere mano al riordino istituzionale, a partire dal tema delle Unioni e delle fusioni tra Comuni: “Non funzionano – ha rimarcato – e poi serve una strategia chiara negli investimenti, bisogna dare sostegno alle imprese, anche con finanziamenti a fondo perduto.” La questione ambientale è invece al centro dell’intervento di Michele Facci: “C’è un ritardo sul piano aria regionale, lo dimostra il fatto che l’assessore Priolo ha chiesto di prorogare quello attuale di un anno. Non c’è chiarezza sulle politiche ambientali da intraprendere, solo spot.” Daniele Marchetti ha approfondito il tema della sanità, centrale soprattutto in fase di emergenza sanitaria: “Veniamo da anni di depotenziamento delle strutture sanitarie periferiche, di tagli e carenze di posti letto e le conseguenze si sono fatte sentire durante la pandemia. Bisogna invertire completamente rotta e investire sul servizio sanitario territoriale.” Il capogruppo Matteo Rancan ha motivato il voto contrario della Lega al documento, rimarcando la necessità di affrontare temi come l’autonomia, la sanità territoriale, le infrastruttura e la necessità di interventi strutturali a sostegno delle imprese: “Ci aspettavamo coraggio, porteremo proposte concrete per l’aggiornamento del Defr, perché servono risposte veloci.”

Le conseguenze economiche della crisi e la necessità di una ripartenza post-Covid hanno segnato l’intervento di Giancarlo Tagliaferri di Fratelli d’Italia: “Attenzione alle riaperture affrettate, che rischiano di dare una mazzata definitiva alla nostra economia, che essendo vocata all’export si è rivelata più vulnerabile durante il lockdown. Dobbiamo ripartire dalla digitalizzazione, dalle infrastrutture e dalla loro manutenzione, dal sostegno alle famiglie e alle giovani coppie.” Per Marco Lisei (Fdi) fondamentale è, ancora una volta, la semplificazione delle procedure: “Siamo ancora indietro, la pandemia richiede interventi tempestivi nella sanità e nell’economia. Poi dobbiamo ripensare le infrastrutture, riflettere sul tema della sicurezza e della mobilità, rivedere il sistema delle Unioni.” Anche per Michele Barcaiuolo (Fdi) le Unioni non funzionano perché hanno un insito “deficit democratico” e il documento della maggioranza non punta abbastanza sulle imprese, sul turismo nelle aree non rivierasche e sulla sicurezza: “In questa regione burocrazia asfissiante, dobbiamo invece creare posti di lavoro.” Da Forza Italia l’invito è a concentrarsi sul patto per il lavoro e per il clima e sulle risorse del Recovery fund: “Ora si fa sul serio – ha rimarcato Valentina Castaldini – gli obiettivi del Defr devono trasformarsi in progetti di legge.”

La svolta green è prioritaria per Silvia Zamboni di Europa Verde, che ha sollecitato la Giunta a stanziare importanti risorse per contrastare l’emergenza climatica: “Dobbiamo guardare al futuro e imparare dall’Europa, essere innovativi in campo ambientale.” Igor Taruffi (ER Coraggiosa) ha sottolineato come l’emergenza sanitaria si sia trasformata in crisi economica e sociale: “Il Defr deve essere un documento di prospettiva che punti su contrasto alle diseguaglianze, sostegno al lavoro e transizione ecologica. In una fase straordinaria servono risposte straordinarie.” Per Stefania Bondavalli (lista Bonaccini) bisogna investire sul sistema sanitario pubblico, sulle case della saluta e sulla medicina territoriale: “Dobbiamo puntare poi alla qualità ambientale e alla vivibilità, proseguendo con l’elettrificazione delle linee ferroviarie e con nuovi mezzi non inquinanti, e sull’alta formazione e conoscenza, lavorando sul tema del digital divide.”

“Poche idee ma ben confuse soprattutto sulla questione ambientale”, ha affermato Silvia Piccinini (Movimento 5 stelle). Secondo la quale né la Lega né la maggioranza sono stati particolarmente attenti a questi temi: “Secondo me il filo rosso non dovrebbe essere il Covid ma quello della sostenibilità ambientale – ha spiegato – e ce lo hanno insegnato proprio l’emergenza sanitaria e i cambiamenti climatici”.

A concludere il dibattito l’assessore al Bilancio Paolo Calvano: “Con questo documento diamo avvio alla programmazione economica e finanziaria di questa legislatura, ritardata inevitabilmente dalla pandemia.” L’assessore ha spiegato come il filo conduttore del Defr non possa essere che il Covid, perché “i cittadini devono rimanere distanziati fisicamente ma le istituzioni devono riuscire a ridurre le distanze sociali, che esistono anche in Emilia-Romagna e sono state acuite dalla pandemia.” Per Calvano le risorse straordinarie a disposizione non devono andare solo a coprire i buchi della spesa ordinaria, ma devono essere utilizzare per azioni nuove, dal clima al lavoro. “L’emergenza ha accelerato alcuni processi, ad esempio in materia di semplificazione e digitalizzazione, ma questa ora deve diventare la normalità.”



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