Barista cinese uccisa a Reggio, l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere

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Si è avvalso della facoltà di non rispondere Hicham Boukssid, il 34enne di origine marocchina che si è costituito dopo 10 giorni di latitanza (passati probabilmente nascosto in un’area boschiva intorno al torrente Crostolo) e che era ricercato per l’omicidio della 24enne Hui Zhou, la barista di origine cinese ammazzata a coltellate lo scorso 8 agosto nel bar di famiglia al Foro Boario, dove la giovane lavorava.

L’uomo, nella mattinata di giovedì 22 agosto, ha fatto scena muta davanti al giudice per le indagini preliminari Giovanni Ghini durante l’interrogatorio di garanzia avvenuto nel carcere di Reggio, dal quale però Boukssid potrebbe essere presto trasferito per essere spostato in un’altra casa circondariale.

Il caso di cronaca nera, avendo ricevuto una grande copertura mediatica per l’efferatezza dell’omicidio e la conseguente lunga fuga del sospettato, secondo l’avvocato difensore del 34enne Pina Di Credico ha infatti avuto ripercussioni anche tra la popolazione carceraria reggiana: “C’è un forte stato d’agitazione degli altri detenuti che non lo vogliono. Il mio assistito ha subìto da loro minacce ed è sorvegliato a vista, in isolamento”, ha spiegato la legale.

A Boukssid è contestata l’accusa di omicidio volontario aggravato da premeditazione, sevizie e crudeltà e motivi abietti e futili.



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