Scrive in una nota il segretario provinciale di Azione a Reggio Emilia, Marco Cassinadri: “Il reato di apologia del fascismo è introdotto per la prima volta con legge 20 giugno 1952 da Mario Scelba, primo firmatario della proposta.
Il legislatore interviene di nuovo sulla materia del fascismo specificando ancora una volta quali condotte sono riconducibili ad esso, punendole e tentando con maggiore sforzo di disincentivarle, tanta è la diffusione di comportamenti e movimenti pseudopolitici ispirati alle ideologie mussoliniane (Legge Mancino).
La nostra Costituzione si erge infatti sulle macerie lasciate dal fascismo, sul dolore provocato dalla negazione di libertà e diritti.
Si capisce quindi come chiunque sia chiamato a educare abbia non solo il diritto, ma soprattutto il dovere di formare gli allievi alla democrazia e al rifiuto di qualunque atto possa metterla in pericolo.
Azione invece non capisce come un ministro di questa Repubblica democratica possa considerare “improprio” (sic) il comportamento dell’educatrice in questione.
Alla dirigente del liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Firenze, Annalisa Savino, va il nostro sostegno incondizionato”.






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Per le gravi affermazioni, vergognose e offensive, del Dr. Nicola Gratteri (Procuratore della Repubblica, presso il Tribunale di Napoli), secondo cui voterebbero per il “SI’”, […]
Mamma che perdita... chissà a quanto ammonta il conguaglio da pagare ad azione.
De Franco e Ghidoni non si sono chiesti COME MAI quasi nessuno affitta un appartamento a queste presunte vittime di pregiudizi razzisti?