Aragona (FdI) porta il caso dell’agrivoltaico di Giarola in Regione: “Fare chiarezza”

agrivoltaico La Giarola mappa area – GM

Chiarezza sulle modalità di realizzazione del nuovo impianto agrivoltaico “La Giarola” previsto in via Bosco a Giarola, frazione di Reggio Emilia: è quello che chiede il consigliere regionale reggiano di Fratelli d’Italia Alessandro Aragona, che ha presentato un’interrogazione portando il caso all’attenzione dell’assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna.

Il documento ripercorre l’intero iter dell’opera e interroga la giunta regionale per sapere quali azioni siano state attivate, in concerto con il Comune di Reggio, per garantire la trasparenza e la tracciabilità dell’intero iter e un’adeguata informazione per i cittadini coinvolti, a partire dai proprietari interessati dagli interventi espropriativi.

Nell’interrogazione Aragona chiede anche quali attività siano state adottate per garantire, nel corso del tempo, gli impatti e le ricadute dell’intervento in questione, a partire da quelle ambientali, alla luce anche della funzione della Regione di autorità competente in materia di valutazione di incidenza ambientale.

Nel frattempo, nella seduta di lunedì 2 febbraio il consiglio comunale di Reggio ha approvato – con 19 voti favorevoli (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, lista Massari Sindaco e Coalizione civica) e due contrari (Fratelli d’Italia) – un ordine del giorno urgente presentato dalla maggioranza per impegnare il sindaco Massari e la giunta comunale “a esprimere parere contrario all’impostazione data dalla norma nazionale che permette la realizzazione di impianti come quello de ‘La Giarola’, che contrastano con la visione di tutela del territorio in una città come la nostra caratterizzata da produzioni agricole ad alto valore aggiunto” e “a sollecitare la Regione Emilia-Romagna affinché, in sede di definizione della normativa sulle ‘aree idonee’, vengano tutelati nella misura massima concessa dalla normativa nazionale i terreni agricoli di pregio destinati alla produzione foraggera per filiere Dop e Igp, elevandone il grado di protezione paesaggistica”.



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